Intervistina

Una breve intervista sullo scrivere qui. Intervista a chi? A me e non solo. Liberi di dire la vostra – l’argomento è interessante, mi pare.

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3 responses to “Intervistina

  • Benmot

    Mi piace la concezione artigianale che hai della scrittura, penso che ormai dovresti saperlo! Ne parlasti pure all’incontro organizzato da Mangialibri a settembre in quel di Marconi. Una cosa che ho iniziato a tenere a mente anch’io…

    …così come dovrei tenere a mente la concezione dei tempi da impiegato, invece di perderlo in inezie quando ne ho.

    Riguardo il tema, a meno che non emerge spontaneamente, ognuno è libero pure di fare pedagogia. Ma non la chiamassero “storia” nell’accezione che intendi tu quando parli di saper raccontare.

    A questo proposito non capisco Philip Pullman. Ha asserito di voler parlare di grandi temi come la religione etc.. (infatti, per quanto mi trovi d’accordo sulle sue posizioni, Queste Oscure Materie è chiaramente manifesto anti-religioso), tuttavia DOPO essere stato accusato di ciò che traspare dalla sua trilogia. Ma se un tema emerge indipendentemente dalla volontà dello scrittore può dirsi pedagogia? Secondo me no.

  • francescodimitri

    Guarda, io di “Queste oscure materie” ho adorato il primo libro, letto volentieri il secondo e… mi sono rotto le palle sul terzo. Davvero. Lì si vedeva troppo, troppo, troppo cosa l’autore voleva ‘dire’, secondo me. Poi, a volte trattenere la penna è difficile, ma è un esercizio indispensabile.

    Quanto ai temi che emergono da soli. No, anzi, un libro senza temi finisce per essere noioso. Ma devono essere tenuti a bada. Non solo non devono essere messi volontariamente, devono anche essere mazzulati in testa quando provano a uscire. E quel che resta dopo tutto questo – ecco, quello è il tema, e basta e avanza. Io forse non ci riesco sempre benissimo. Migliorerò.

  • Benmot

    Quindi il tema deve emergere giusto se riesce a resistere a tante mazzuolature subite per non farlo emergere? Mmh.. e se emergesse implicitamente dalle pagine, senza che nemmeno l’autore se ne accorga? Fra l’altro è possibile che vi sia un libro senza temi?

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