Gamberi

Gamberetta è una ragazza di diciotto anni (se non sbaglio) – ed è la più temuta esperta di fantasy in Italia. Le sue recensioni hanno segato gambe e tranciato braccia, esposto operazioni ‘fantasy’ vergognose come quella della Newton.

Di Pan ha parlato bene, e forse questo me la rende più simpatica che ad altri. Dico a mia discolpa che molte delle critiche che ha mosso al libro (perchè ne ha mosse) non le condivido. Qualcuna forse si.

Sto divagando. Il punto è che io non sono sempre d’accordo con le cose che dice – ma tutte hanno un senso. E vale la pena ascoltarle. Gamberetta sarebbe una formidabile editor di fantastico. Sarebbe odiosa, ma il lavoro dell’editor non è farsi amici: l’editor è un duro. E’ uno che mena. Se ha un autore che strepita, l’editor resta calmo e poi gli dà un cazzotto. Metaforico. A volte.

Gamberetta ha sputato veleno e fuoco su autori, editori, editor e qualsiasi mammasantissima dell’editoria italiana.

Dopodichè ha scritto un romanzo.

E lo ha pubblicato sul suo blog. Dice che forse, in futuro, potrebbe trovare la via della carta: è interessata a pubblicare anche in forme tradizionali.

Non ho ancora letto il libro, non so come sia. Una cosa è essere un bravo editor, altra essere un bravo scrittore, e di rado le due cose vanno insieme. Magari per lei sì, magari no. Non è questo il punto.

Il punto è: questa blogger, per puro hobby, si è inimicata chiunque in nome di quello che le piace. Poi si è sottoposta al crudele giudizio dei lettori, sapendo che nessuno, visto il suo atteggiamento, le avrebbe fatto sconti. E quando litigava con gente che conta, lo faceva sapendo che quei litigi le avrebbero chiuso porte.

Io non so chi sia Gamberetta. Non so come si chiami. Non so se abbia davvero diciotto anni (pare più grande, per certi versi). Insomma, non so un beneamato.

Però ‘sta ragazza ha due palle così.

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8 responses to “Gamberi

  • Gamberetta

    In realtà le cose stanno andando bene: forse qualche commento è troppo pignolo, ma finora nessuno è stato cattivo in maniera gratuita. Anche via mail ho ricevuto molti commenti e sono stati quasi tutti costruttivi.
    Ho capito che certe cose avrei potuto farle in maniera diversa ed è probabile abbia compiuto delle scelte non supportate da esperienza o abilità sufficienti (ma ci tornerò se decido di autorecensirmi sul blog).

    Per quanto riguarda il romanzo in sé, se troverai tempo di leggerlo, spero ti possa piacere, visto che apprezzi il bizzarro per il gusto del bizzarro (in effetti una delle critiche più frequenti è che ci sia troppo bizzarro rispetto al numero di pagine – forse è vero. Ci dovrò meditare).

  • Valberici

    Guarda, devo dirti che le recensioni di Gamberetta non mi piacciono, e penso che lei non sarebbe un buon editor.
    Quindi direi che posso concordare quando dici che un bravo editor difficilmente sarà un bravo scrittore…visto che mi piace come scrive la ragazza. 🙂

    @Gamberetta: si, anche secondo me avresti dovuto “diluire” un po’ di più 😉

  • Benmot

    Secondo me Gamberetta sarebbe un buon editor. Si, forse eccessivamente “bastardo” nel senso gialappiano del termine e di certo se uno scrittore non è decente non userebbe che la semplice brutalità per dirglielo.

    Si potrebbe contestarle questo a livello di “rapporto umano” (parolone) ipotetico con l’autore del testo che dovrebbe editare, ma mi sono sempre divertito con le sue recensioni, fra l’altro ricordando che tanta cattiveria è dovuta pure al livello abbastanza mediocre dei lavori che di solito recensisce.

    Perché un bravo editor non può essere un bravo scrittore invece? Ancora non ho dato un’occhiata il suo romanzo (devo stamparlo..non ce la faccio a leggere più di tanto al pc dopo 8 ore al giorno di lavoro sul dannato cassone ^^”) ma i racconti che ho letto mi sono sembrati godibili. Avendo una forte connotazione “weird” possono non piacere, ma mi è parso di vedere che le regole di scrittura che denuncia gli altri calpestare le rispetti quasi sempre.

  • francescodimitri

    Gamberetta: lo leggerò di sicuro, appena ne avrò il tempo. Che non sarà tanto presto perchè a maggio ho settantamila scadenze. E poi la weirdness, old e new e in mezzo, mi piace sempre assai, è vero.

    Valberici: va a tuo merito che apprezzi come scrittrice una i cui pareri non condividi… ma attenzione che io non parlo di condividere o no i pareri di Gamberetta. Parlo del fatto che non sono mai, mai, campati in aria.

    Ben: un edito può essere brutale oppure no, ma coccolare l’autore non è il suo lavoro. Per quello ci sono l’editore, direttore editoriale, a seconda. Anche perchè poi alla fine, quello che va in stampa è l’autore a deciderlo. Quindi meglio scannarsi ma esser certi di non aver trascurato nulla, che volersi bene e far uscire libri cotti a metà.

    Poi, su editor e scrittori: non dico sia impossibile, tutt’altro. Dico solo che è raro, perchè servono competenze e sensibilità diverse.

  • Valberici

    Francesco: guarda, io ormai do giudizi del tutto soggettivi. Leggo le recensioni e non mi piacciono, leggo il libro e mi piace. Giunti ad una certa età non si perde più tempo a cercare giustificazioni del proprio piacere. 😉
    Naturalmente riconosco che la ragazza è intelligente, e che “quasi” sempre i suoi pareri non sono campati in aria. 🙂

  • Benmot

    Si, certo l’editor non deve coccolare l’autore. Farebbe più danno che altro. E soprattutto non sarebbe un editor onesto. Però magari, certe persone con la ferocia si affossano e tutt’altro che escono spronate da una strigliata. Ma è un discorso abbastanza fuori da questioni di “scrittura”.

  • Lara Manni

    Gamberetta sarebbe un editor eccezionale, scherziamo? Io conosco poche persone che hanno la sua lucidità e l’abilità di trovare anelli mancanti. L’editor coccolone è una sciagura, secondo me: e i risultati della mancanza di editor che sappiano ragionare sui meccanismi (ma non solo) è ampiamente dimostrata dal tipo di libri fantastici che nella stragrande maggioranza dei casi si trovano in giro.
    Quanto al libro di Gamberetta, io l’ho letto, mi sono divertita un mondo e trovo che andrebbe pubblicato qui e ora.
    (e, sì, Francesco, ha avuto un coraggio da leonessa a metterlo on line).

  • Falappa

    A differenza di altri crostacei, non è commestibile. Che sprofondino tutti gli editor pignoli e saccenti! Se Philip K. Dick avesse avuto un editor così, non avrebbe scritto un cazzo di nulla.

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