La Bomba

Per trent’anni abbiamo vissuto con la  paura della Bomba. Quella grossa, lanciata sul Giappone.

Pensateci: negli anni Cinquanta era del tutto normale che un ‘padre di famiglia’ americano pensasse a costruirsi un bunker. Sai com’è, in caso di fine del mondo. Pensate com’è vivere sapendo che l’Apocalisse è una possibilità concreta. Che forse domani il mondo finirà, e quindi, caro, al supermetcato prendi un po’ di tonno in scatola, che si conserva bene.

Adesso questa paura non c’è più. Non perchè il rischio sia diminuito – non so quale sia, nè se davvero sia misurabile. Ma nessuna paura tanto intensa può essere sostenuta tanto a lungo.

La paura non c’è più. Al suo posto sono arrivate mille nevrosi, sogni d’immortalità a buon mercato, certezze prive di metafisica.

E allora una persona si può insultare, ma non prendere a pugni. Un pizzicotto sul culo diventa molestia. Uno psicologo può decidere che se senti le voci, sei pazzo, e poco importa se quelle voci non ti dicono nulla di male. E qui in Inghilterra non puoi mettere prese di corrente in bagno, sai mai ti ci fulmini.

Abbiamo trovato il modo di distruggere un intero pianeta. Per molti di noi, le tigri non sono più un pericolo. Poi siamo diventati allergici ai gatti.

Dà da pensare.

(e, tanto perchè non si creda che sono di cattivo umore: ho cambiato la testata del blog, Ostara c’è stato anche per lui)

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3 responses to “La Bomba

  • arcangelo

    mi ritrovi totalmente d’accordo

  • Benmot

    “le tigri non sono più un pericolo. Poi siamo diventati allergici ai gatti.” Fantastica questa frase.
    Fortunatamente allergico ai gatti non lo sono, altrimenti il mio piccolo amico peloso come lo terrei?
    Che questa sia un’epoca debosciata, non “forgiata” da quella paura è un dato assodato.

  • Susannaperenna

    Ci illudiamo di aver paura della “fine” ma la fine presuppone un “inizio”. Credo sia quest’ultimo a terrorizzarci. Il foglio bianco, la penna in mano…
    Forse è per questo motivo che la morte fa tanta paura. Non ci spaventa quello che potrebbe toglierci ma quello che potrebbe darci.
    Una delle frasi più belle pronunciate da Peter Pan credo sia questa:”Morire sarà un’avventura terribilmente importante”.
    Ai più le avventure fanno paura.

    Neanch’io sono allergica ai gatti, solo a certe persone. Agli psicologi che ignorano che un tempo erano considerati pazzi quelli che non le sentivano, le voci, tanto per fare un esempio.

    Immaginauta, posso chiederti se ti è arrivata la mia mail, sono Susanna? Ho bisogno di saperlo.

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