William al London Dungeon

Girando con degli amici per le strade di Londra, di recente sono tornato al London Dungeon.

Ma quanto è bello? Morti ammazzati, peste, ratti veri che masticano finti (finti?) scheletri, battelli, una botta di adrenalina finale con una caduta libera che mi ha fatto perdere cinque anni di vita. E poi animatronici e diorama e attori vestiti da Jack-proprio-lui, e giudici pazzi, e puttane vittoriane, e gli archi sotterranei, autentici, di London Bridge, e un mucchio di altre cose.

E ho ripensato a quando, qualche mese fa, sono andato a teatro a vedere Sogno di Una Notte di Mezza Estate – messo in scena dalla Royal Shakespeare Company. E mi sono fatto due palle così. Faticavo a restare sveglio. Meraviglia? Neanche l’ombra. Intellettualismo da insegnanti, a iosa. Finezze da gente che va a teatro perchè amici con cui ubriacarsi non ne trova, quanta ne volete. Meraviglia, niente. Al London Dungeon invece ne ho avuta a pacchi, me l’hanno tirata addosso con acqua e urla.

Ora. La Royal eccetera è legittimata. Figa. La pubblicizzano alla Goldsmiths, la mia università (che è piuttosto nota, da queste parti – e lo dico giusto per inquadrare la cosa). Il London Dungeon, invece? E’ una cosa da turisti. Un po’ così. Kitsch.

Io sto con il London Dungeon. Qualcuno dirà che non è una gara. Lo è, invece. Lo è perchè in certi ambienti della Royal eccetera si parla, del Dungeon, no. Lo è perchè anche ora c’è qualche idiota imbellettato che deride i turisti in fila davanti al Dungeon, e lo fa non perchè gli piaccia altro, ma perchè ha dimenticato cosa sia, davvero, il piacere. Il suo nucleo fisico, corporeo. Se non urli, se non ti agiti e non sudi, non è piacere. Non imbrogliamo.

Non me la prendo con Shakespeare, attenzione – me la prendo con gli shakespeariani, che sono un’altra cosa. Gente che trova sia una bella idea vestire Puck da working class, così, per attualizzare la storia. Sembra solo a me una solenne stronzata?

Io mi tengo il London Dungeon e grazie tante.

E, sapete cosa? Non ho dubbi che William sarebbe venuto con me.

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6 responses to “William al London Dungeon

  • Valberici

    Credo proprio che assistere ad un’opera di Shakespeare al Globe Theatre ti avrebbe sicuramente “meravigliato”.
    Ovviamente sto parlando del teatro demolito nel 1644. 😉

    p.s.: hai letto “From Hell” di Moore?

  • G.L.

    From Hell è ridondante, pieno di Narratori e parole parole parole. From Hell è un cazzo di capolavoro. E William lo avrebbe ADORATO. Come avrebbe adorato non i trucchi da quattro soldi del Dungeon, ma l’ingenuità con cui chi ci va si pone. In un’epoca in cui si ha il DOVERE di non mostrarsi ingenui, in cui si ha il DOVERE di mostrarsi scafati e “annoiati”, questo è Il Peccato. Per questo non abbiamo uno Shakespeare.

  • francescodimitri

    Val: lettissimo e amatissimo. Ma il Globe Theatre doveva avere più cose in comune con il Dungeon (o con i musical: qui sono formidabili), che con quella insulsaggine senza Incanto che fanno passare oggi per teatro.

    G.L.: già. scoordinato, pieno di pipponi e altro. E un capolavoro. Sono d’accordo con te, ma credo che Will avrebbe apprezzato ANCHE i trucchi. Era un guitto, un intrattenitore: se il pubblico si divertiva, saltava sulla sedia e acclamava, lui era contento. Credo. Immagino. Però si, la ‘scafatura’ è una delle cose che hanno ucciso il piacere. La Caduta è noia eterna, si torna sempre là. Nel regno di Greyface.

  • Valberici

    Supponevo che l’avevi letto, il capolavoro di Moore, altro che Watchmen (che pure mi piace, ma è altra cosa).
    E certamente il vecchio Globe doveva avere molte cose n comune con un “Dungeon”. Si dice che accadesse di tutto, persino omicidi su commissione.
    Ed un tempo il pubblico non si limitava a guardare, ma partecipava…a volte c’era chi cercava di salire sul palco e “sistemare le cose”, magari dando una lezione a qualche personaggio troppo antipatico. 😀

  • Haru

    “Gente che trova sia una bella idea vestire Puck da working class, così, per attualizzare la storia. Sembra solo a me una solenne stronzata?”

    Daah. Sono morto. Dal ridere ovviamente.

    • gnappetta

      seppure… un puck (anzi unA puck), unica voce inglese con cappello da cowboy, a suo tempo l’ho vista tanto ma tanto bene…

      ma sono peccati di gioventù

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