Chiedere scusa a Gandalf

Tra gli appassionati di fantastico si usa parlare di ‘Bene’ e ‘Male’ come in altri ambienti si parla di rigori e parate.

Tutto nasce da Tolkien. Molti sono d’accordo su un punto: in Tolkien, i confini tra il bene e il male sono netti, l’opposizione chiara. Questa è una gran cazzata, e vederla riproporre in toni saccenti da gente che, in teoria, di fantastico vive e mangia, mi fa male a stomaco e milza.

In Tolkien “il Male” non esiste. Non ha un’agenzia autonoma: è soltanto privatio bonorum, privazione del bene. Tutti i ‘cattivi’ sono angeli caduti, che sbagliano per mancanza, debolezza, incapacità. Non c’è uno scontro tra Bene e Male: c’è un Bene metafisico, imperniato sulla e manifestato nella bellezza, che prova a liberarsi delle scorie per andare avanti (e far cominciare una nuova era).

Questa visione può piacere o no. Come si definiscono le scorie? potrebbe chiedersi qualcuno. Domanda giusta, fino a un certo punto. Io sono più o meno un relativista radicale (al contrario di Tolkien), ma questo non mi impedisce azioni concrete. Chi rade al suolo un bosco è scoria. Chi scrive libri senza amore è scoria. Chi non grokka quanto meravigliosa, e quindi terribile, sia la vita – è scoria. Tutti costoro avranno i loro motivi, e magari mondi interiori complessi, certo. Non mi interessa, non pretendo di avere ‘ragione’ in un qualche senso ultimo. Esistono invasioni che, semplicemente, non sono disposto ad accettare. Anche un virus ha le sue ragioni – ma una cosa è studiarlo, altra è lasciargli invadere il mio organismo. Capisco, analizzo ed empatizzo, ma, in ultima analisi, me ne sbatto.

Nei confronti delle scorie, in Tolkien, c’è sempre una profonda pietas: Gandalf rifiuta di uccidere Gollum e lascia Saruman al suo destino. Ma una pietas teorica non impedisce la necessità pratica di combattere. Se stanno radendo al suolo il bosco dietro la tua casa, combattere è giusto e doveroso. E però il tuo combattimento potrebbe far perdere posti di lavoro. Sarebbe facile, la vita, se fosse a misura di Bono Vox, ma di solito non lo è.

Appunto, non è questione di Bene e Male come entità distinte e autonome. Nel SdA il Male è una caduta. Non ci sono Oscuri Signori che fanno ‘bwhahaha’ mentre tramano ‘perchè sì’ per conquistare il mondo. Non ci sono gli scontri di civiltà che imbecilli con troppi libri sugli scaffali e troppo pochi in pancia hanno visto ‘in filigrana’ nel Signore degli Anelli.

Ci sono soltanto dei poveracci degni di pietà – tutti, Sauron in testa. Degni di pietà per quello che sono diventati, per quello cui hanno rinunciato. E però bisogna combatterli, perchè mettono a rischio molto, molto di più. E’ una scelta difficilissima, non uno scontro tra Buoni e Cattivi.

E oggi c’è chi dice di innovare il fantastico. E c’è chi dice di interrogarsi su come sfumare i confini che quel professore di Oxford ha tracciato in modo così netto, ohimè.

E io vorrei chiedere scusa a Gandalf.

Annunci

23 responses to “Chiedere scusa a Gandalf

  • G.L.

    Su Tolkien non mi pronuncio, non perchè non mi piaccia, ma perchè l’esperto sei tu – e sono d’accordo su Gandalf il GRIGIO, per la miseria. Però una cosa lasciatela dire:

    Sarebbe facile, la vita, se fosse a misura di Bono Vox, ma di solito non lo è.

    Ecco, questa è la mia frase del giorno.

  • Valberici

    Tolkien ha una visione cristiana del male e del bene, che io non condivido.
    Già alle medie il parroco me la menava col male che “non esiste” ma è assenza di bene…figuriamoci cosa deve aver “sentito” Tolkien, che è stato praticamente allevato da un prete.
    Però lui, a differenza del 99% dei cattolici, ha capito quello che la chiesa insegna.
    Ovviamente capire un po’ troppo non è una cosa buona e giusta dal punto di vista delle gerarchie cattoliche.
    Quindi, per la nota legge del contrappasso, il 99% dei lettori non ha capito Tolkien. 😀

    Ritornando serio, credo che molti giovani (forse troppo) autori fantasy cerchino l’originalità proprio nello sfuggire agli “schemi tolkeniani”, supportati da “guru” del fantastico e presunti editor.
    Peccato che siano tutti convinti che l’SDA ha un “lieto fine”….a volte ho il sospetto che non l’abbiano mai letto, limitandosi alla visione del film 😦

  • francescodimitri

    G.L.: lieto di aver contribuito alla giornata.

    Val: vero, c’è una certa ironia nel circuito. Ma c’è anche nel fatto che il cattolicissimo Tolkien avesse un animo così pagano da ispirare tanto neopaganesimo. E quanto al lieto fine: non potrei essere più d’accordo. Se una cosa quel finale dimostra, è che un ‘lieto’ fine non può mai esserci, perchè ogni storia degna di questo nome richiede un prezzo. Ma i gusti agrodolci sono difficili da ottenere, difficilissimi.

  • arcangelo

    Condivido tutto.

  • imp.bianco

    WOW

    tu scrivi da Dio anche i post XD

    X-Bye

  • Juno

    Concordo in pieno, Francesco. E quel finale mi ha lasciato in bocca un amaro che non se ne va mai via. Ma è proprio questo a renderlo così bello, no? E’ struggente. Non sarebbe stata la stessa cosa -lo stesso pugno nello stomaco- vero, se nelle ultime frasi ci fossero stati Frodo e Sam che chiacchierando se ne tornavano sereni alla loro vita di sempre.
    L’unico “appiglio” che ci ha lasciato Tolkien è nel breve elenco della vita della Compagnia dell’Anello, quando in una riga appena si dice che un giorno Sam abbia preso anche lui il mare per raggiungere il suo amico, e altro non si può dire…

    Già, altro non serve dire.

  • Lara Manni

    Sono d’accordissimo, Francesco. Soprattutto sul paganesimo di Tolkien, e sul fatto che la sua pietas, secondo me, sia più umana che religiosa. Qualsiasi essere che commetta un atto in apparenza orrendo ha una sua motivazione. Non esplicitarla significa non solo essere manichei: ma non essere narratori decenti. Per questo gli emuli di Tolkien, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno sfracelli.

  • Lara consiglia « Laramanni’s Weblog

    […] consiglio: in ritardo, ma vale la pena di leggere cosa scrive Francesco Dimitri sul Bene e sul Male (in Tolkien, ma non […]

  • Laurie

    Tipo, posso dire solo quoto? xD
    Da Tolkeniana convinta non posso che essere commossa da tutto ciò. E’ uno dei più diffusi falsi miti tolkeniani, insieme con quello che lo vuole convinto misogino (chi? lui?).
    Tolkien avrà di sicuro valori morali cattolici ben presenti nel suo libro ma la sua scrittura è tale che riesce a parlare anche a chi non condivide la sua stessa religione; non per niente c’è sempre stato qualche gruppo che ha tentato di appropriarsi del SdA, dagli hippie degli anni ’60 ai gruppi di destra italiani fino agli stessi cattolici, fallendo miseramente.

  • Supernella

    Mi piace molto la definizione di male come ‘privazione di bene’… come l’oscurità che è ‘privazione di luce’…

  • Stelladellasenna

    Quando hai menzionato “lo scontro di civiltà” ho pensato a questo: hai incontrato qualcuno che paragona la guerra al terrore di bush a Tolkien.
    Naturalmente è una cazzata, però non ha neanche molto senso distorcere quello che c’è nei libri.
    A leggere i vostri commenti che ci si domanda se abbiate mai letto LoTR. In Tolkien i confini tra male/bene sono molto chiari e netti. Le creature che combattono per Morgoth prima e Sauron dopo sono definitivamente malvagie. Non esistono, per esempio, orchi buoni. Mai una lacrima per i poveri orchi sterminati a milioni nel corso dei vari libri. Il concetto di “scoria” è una tua invenzione, non esiste in Tolkien. Diverse visioni vengono a contatto e si scontrano: la visione elfica del mondo, la visione umana, e la visione di morgoth. Mentre i primi due sono interessati a coltivare l’orticello e goderne i frutti, la terza è interessata solo a schiavizzarli, distruggere l’orticello e trasformarlo in una landa desolata – per il solo gusto di farlo.

    “Tutti i ‘cattivi’ sono angeli caduti, che sbagliano per mancanza, debolezza, incapacità”

    Ma anche no. Il male non è assenza di bene,è una forza contrapposta. La volontà di soggiogare, pervertire, deformare, distruggere tutto ciò che è “bello” secondo Tolkien. Nel Silmarillion questa cosa viene ribadita in più occasioni. La sete di potere rappresentata dall’anello è la summa di ciò che tenta il cuore umano e lo spinge a compiere atti malvagi. Debolezza e incapacità non sono le caratteristiche di Morgoth che, anzi, era il più figo dei Valr creati da Eru. Figo ma superbo.
    Sulla pietas ci sarebbe da discutere: è un tema che ricorre solo in lotr e solo attraverso Gandalf, non è presente nel resto delle opere.

    Per concludere quindi: il fatto che Tolkien semplifichi in un certo senso l’essenza del male, questo non significa che a) non volesse trasmetterci qualcosa di più complesso, o profondo e b) non c’è bisogno di dirlo, ma la realtà non è rispecchiata nei libri di Tolkien.

  • Francesco

    Stella: senza offesa, ma forse devi rileggere T. con più attenzione. Per dire: no che non esistono orchi buoni. Ma ti ricordi cos’è che sono gli orchi? Per dire, Morgoth era il più figo. E cade per orgoglio e incapacità di riconoscere il suo posto – mancanza di pietas. Ti ricorda niente? Eccetera. Non ho distorto T.: l’ho letto. Io e molti altri, qui dentro…

  • Stelladellasenna

    Guarda, il fatto che molti altri qui dentro sostengano il contrario di quello che dico è irrilevante. Voi stessi avete fatto notare che esistono delle interpretazioni discutibili.
    E non capisco i tuoi argomenti: l’origine degli orchi è una spiegazione della loro presenza, ma non rende le differenze tra bene e male più sfumate altrimenti, ripeto, ci sarebbero orchi non malvagi.
    Invece Tolkien schematizza: se nasci orco non puoi che essere malvagio.
    Questa, almeno sul versante “male”, mi sembra una divisione netta, un confine molto chiaro. Per dire.

    Non solo. E’ talmente netta, che gli orchi non sono trattati come individui da redimere, anzi non hanno proprio lo status di “individui” e nessun dilemma morale affligge i protagonisti – e i lettori – delle storie quando si tratta di massacrarli. Un esempio su tutti: l’elfo e il nano che nel Fosso fanno a gara a chi ne ammazza di più, e tengono il conto dei morti. Non sarebbe la stessa cosa se ammazzassero esseri umani vero?
    Non reagiremmo allo stesso modo. Per dire.

    La pietas. Ti piace così tanto come concetto? Ok, parliamone.
    La pietas è un tema che ricorre raramente, come dicevo prima è quasi solo Gandalf a introdurlo. Questo perchè G. spesso visitava Nienna.Fa parte della caratterizzazione del personaggio e non è neppure così eccezionale.

    Gollum è oggetto della pietas di Gandalf in quanto hobbit decaduto ok, ma soprattutto vittima del Fato, che gli fece incontrare l’Anello, da cui venne corrotto.
    Gollum trova un anello dotato quasi di spirito proprio, capace di corromperti l’animo, talmente terribile che i saggi della terra vorrebbero distruggerlo perchè, tra le altre cose, contiene parte dell’essenza del mega malvagio di turno.
    E non c’è scritto sopra “anello super malvagio, maneggiare con cura”.
    Così l’Anello corrompe gollum,e voi trovate rilevante che Gandalf provi pietà per lui?
    Semmai, sarebbe curioso il contrario (curioso, e patologicamente grave…).
    Però poi,attenzione, parlando di Gullum dice “come puoi tu decidere chi deve vivere e chi morire, con quale diritto dispensi morte blablabla”: poco dopo, mozza teste di orco senza battere ciglio.
    Meh.
    E’Gandalf un bastardo ipocrita, o ho ragione io?

    Ah, poi, ecco un concetto cristiano: “cade per orgoglio e incapacità”. Cade? Non lo confondi forse con qualcunaltro? Melkor non “cade”, non è prima buono e poi cattivo. Non è, neppure, il cattivo che in fondo al cuore è buono o uno che, a ben guardare da un diverso punto di vista, ha le sue ragioni e potrebbe non essere considerato malvagia.Idem per Sauron e per tutti i loro alleati minori o maggiori.
    Questo relativismo etico in Tolkien non esiste.

  • Francesco

    Di litigare su Tolkien non mi va – anche perchè mi pare di aver detto alcune cose in modo piuttosto chiaro. E mi pare anche che tu faccia confusione su alcuni concetti – per dire, la differenza tra uccidere per punizione e uccidere in combattimento, che in varie tradizioni non è da poco. E altro. Definire Sauron ‘megamalvagio di turno’ mi pare di una pochezza desolante. Sarò io. L’anello non è una bomba atomica magica. Fa decadere. Corrompe. E’ quello il problema. Ma almeno le appendici al SdA (senza arrivare all’epistolario di T.) le hai lette? Confondi il concetto di “assenza di male autonomo” con il relativismo etico – che viene da un’altra tradizione di pensiero. Occhio. Non vedi la pietas nel SdA?

    Per caritè, è letteratura, non scienza missilistica. Però…

  • Stelladellasenna

    Non faccio confusione, è molto semplice il concetto: non esistono orchi non malvagi. Se pensate che abbia torto, testi alla mano, citate i passi.
    La pietà può essere rivolta a un individuo, ma non a un orco che in quanto tale è malvagio in modo piuttosto semplicistico e schematico.
    Sinceramente, non è che argomentiate molto le vostre affermazioni.

    Poi, cos’è il bene metafisico?
    Vediamo di non usare termini alla cazzo.

    Il BENE in Tolkien non esiste: nel silmarillion c’è una divinità, Eru, i suoi “figli”, i valar, e in nessuna parte del testo T. identifica Eru con il BENE.
    Non c’è un male metafisico così come non c’è un bene metafisico.
    Per questo infatti devi parlare di divinità “malvagie” e divinità “buone”. E queste esistono eccome.
    E la linea di demarcazione tra i due schieramenti è netta.
    Se tu dici che il “male” non esiste, e che i confini tra bene e male non esistono, questo è relativismo etico e sbagli di brutto, perchè in Tolkien i malvagi esistono e sono assolutamente malvagi, senza confusione e in modo molto chiaro.

    “caduta”, “pietas”, “privatio bonorum”: tutti termini della teologia cristiana, in parte di origine neoplatonica(la pietas romana era bene altro che la nostra “pietà”). Peccato che non trovino riscontro nei romanzi. Melkor non cade, non passa dall’essere buono all’essere malvagio perchè incapace o debole.
    La “privatio bonorum” è un concetto platonico e neoplatonico ripresto da S.Agostino nella sua teodicea e non trova spazio in Tolkien proprio perchè non c’è un’identificazione tra BENE=DIO=BELLEZZA=SOMMA IDEA
    Invece ci sono due volontà contrapposte: distruttiva- melkor- creativa – i valar e al di sopra di essi Eru che le comprende entrambe, infatti “…nessuno può alterare la musica a mio dispetto. Poichè colui che vi si provi non farà che comprovare di essere mio strumento nell’immaginare cose pià meravigliose di quante egli abbia potuto immaginare”.

    La tua è una mistificazione del romanzo in chiave cattolica.

  • uriele

    «Il Signore degli Anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica; all’inizio non ne ero consapevole, lo sono diventato durante la correzione. Questo spiega perché non ho inserito, anzi ho tagliato, praticamente qualsiasi allusione a cose tipo la “religione”, oppure culti e pratiche, nel mio mondo immaginario. Perché l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo. Tuttavia detto così suona molto grossolano e più presuntuoso di quanto non sia in realtà. Perché a dir la verità io consciamente ho programmato molto poco: e dovrei essere sommamente grato per essere stato allevato (da quando avevo otto anni) in una fede che mi ha nutrito e mi ha insegnato tutto quel poco che so.» (lettera al padre gesuita Robert Murray).

    Maledetto sia quel Mistificatore di Tolkien 😀

  • Francesco

    Mi avevano detto molte cose, ma darmi del cattolico, questo mai. Lo era Tolkien, e mi pare strano ti sfugga.

    Comunque: visto che i toni gentili non ti piacciono, sarò sincero. Chiunque abbia un’infarinatura di filosofia, o di storia delle idee, che vada oltre wikipedia si può rendere conto delle cazzate che stai scrivendo. Imbarazzanti, sul serio (ma il concetto di Male nella storia delle religioni sai, almeno grosso modo, da dove viene e dove va? il realtivismo etico, termini giornalistici a parte, cosa è, lo sai?). Alla discussione sono aperto – alla discussione senza basi, no. Non basta google per confrontarsi.

    Ed è quanto ho da dire. Se poi altri lettori vorrano rispondere, sono i benvenuti. Come lo sei anche tu, sempre e comunque.

  • Francesco

    (Uriel, mi hai tolto la citazione di bocca…)

  • G.L.

    Dai ragazzi sù, è lampante. Gli orchi sono cattivi non per assenza di bene, e non sono cattivi neppure perchè nascono malvagi.
    Gli orchi nascono buoni (ne ho visto uno sfogliare delle margherite cantando l’ultima dei Blind Guardian) ma diventano cattivi per colpa di quel KattoliKo di Tolkien (non a caso KKK, notato?), non per mancanza di bene, ma per mancanza di orchesse… Quel porco maschilista di JRR.

  • Cecilia

    Lo so, è un post vecchissimo, ma se mi tirano per i capelli…

    “Invece ci sono due volontà contrapposte: distruttiva- melkor- creativa – i valar e al di sopra di essi Eru che le comprende entrambe,”
    “Melkor non cade, non passa dall’essere buono all’essere malvagio perchè incapace o debole.”

    Stronzate. Melkor è nato come Valar, il più potente, tra l’altro. Ha deciso che quello che aveva non gli bastava, voleva essere lui a decidere la linea che doveva prendere il brano dato da Eru. Alla fine si è preso un calcio nel culo e poi ha cambiato nome in Morgoth. E da nessuna parte c’è scritto che fosse debole, tutt’altro. Anche da malvagio rimane uno dei più potenti.
    Spiccicato a Helel/Satana come Eru parte dal dio cristiano, non ci sono storie.

  • francescodimitri

    Cecilia: appunto, è nato come Valar. La ‘debolezza’ non è ‘debolezza’ di potere, ma di natura etica – come nel cristianesimo. Non ho il Silmarillion appresso, in questo momento, ma il concetto viene martellato più volte (così come viene martellato nel SdA). Cristianesimo dal quale, appunto, viene il concetto di privatio bonorum. Quod Erat Demonstrandum…

  • Ema

    Volendo, anche “debolezza” nel non accontentarsi di ciò che ha 🙂 Lucifero/Melkor da parecchie parti viene paragonato a Prometeo, come ruolo di chi si ribella all’autorità. Poi i fini sono leggermente diversi (Prometeo era più altruista, ma volendo l’altruismo è una forma di egocentrismo…) ma il senso di fondo potrebbe essere lo stesso: non mi accontento, anche se qualcuno mi dice che ciò che ho è il meglio possibile. Allora provo a fare qualcosa di diverso, che sia il “meglio” per me. E per questo mi cacciano! Perché ho peccato di superbia (=debolezza). E allora io ci vado in puzza (espressione colta) e rompo il tuo giocattolino perché non hai voluto farmi costruire il mio. E per il resto della mia vita persegu(isc)o l’opposto dei tuoi valori, sempre per ripicca.

  • francescodimitri

    Grazie Ema – hai illustrato splendidamente la ‘debolezza etica’ cui mi riferivo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: