Rupert il Gargoyle

Ho passato ieri notte a trasportare un gargoyle di una settantina di chili.

Non erano chili astratti: erano chili di gargoyle.

Ad aiutarmi c’era Paola. Peraltro era stata lei a regalarmelo, e a farmelo trovare a casa di sua sorella. Dalla quale doveva arrivare alla nostra. Abbiamo provato ad animarlo, ma niente. Neanche sacrificare bambini (MOIGE: scherzo. non erano bambini.) è servito a qualcosa. Quindi l’abbiamo portato a braccia da casa alla macchina, dalla macchina all’altra casa, su per una ripidissima scalinata vittoriana.

Ora. Non so se vi è mai capitato di trasportare un gargoyle. Vi assicuro che non è facile. Tende a scivolare, a cadere, e quando non lo fa, pesa come una tinozza piena di dannati.

Ma regala anche momenti surreali. Il mio preferito (forse se ne vedrà traccia su FB) è stato quello in cui, per trasportarlo in macchina, gli ho allacciato la cintura di sicurezza. Serviva a non farlo cadere. E lo rendeva, per citare Lilo&Stitch, ‘un cittadino modello’.

Il gargoyle si chiama Rupert.

Pare si stia trovando molto bene in salotto. Spero si faccia degli amici al più presto.

Spero anche che sappiano salire le scale da soli.

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8 responses to “Rupert il Gargoyle

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