Dispacci dalla Steamland

Eccoci qui, come promesso, per un’infornata di notizie su Alice.

Partiamo da quelle generiche. Il libro è pronto. C’è da fare i passaggi di editing, quindi il pacchetto non è ancora chiuso. Ma dopo otto anni (otto anni: da studente a professionista, da romano adottivo a londinese adottivo, da… insomma, da tanto a tanto altro), il libro c’è.

Ed è la cosa migliore che io abbia mai scritto.

Lo so che si dice sempre, ma non ha senso scrivere cose nuove, se non pensi che siano migliori delle vecchie. Non è retorica, ‘it comes with the job’.

Cosa posso dire del libro in sè?

Vediamo. E’ nerissimo – e anche grottesco, perchè se non cazzeggio almeno un po’, non mi diverto. Parla sia del nostro mondo che di altri. C’è molta nebbia, allucinazioni, e poi le cose che davvero contano nella vita – magia, sesso, amore e amici. Alice è un’antropologa perchè mi piacciono gli antropologi, ma non c’entra davvero niente con Giovanni. E’ un libro da leggere velocemente. O almeno: io l’ho scritto perchè fosse letto velocemente. Se poi ci sia riuscito o no, lo vedrete voi.

E’ radicalmente diverso da Pan. Radicalmente. Molti di quelli cui Pan è piaciuto potrebbero trovarlo… strano. E magari gente del tutto nuova ne sarà conquistata. Non lo so. Il punto è che è tanto, tanto diverso. Come ho detto in passato, non volevo che tutto quello che si è detto su Pan, sull’urban fantay, eccetera, mi trasformasse già in una copia di me stesso. E quindi ho buttato a terra il tavolo e ricominciato.

E per ora basta sbrodolarsi. Parliamo di date e luoghi.

Luoghi, prima di tutto: Alice uscirà per Salani. Questo per vari motivi. Il più importante è che ho trovato, dentro Salani, interlocutori bravi, appassionati(ssimi) e goderecci – tre cose fondamentali. In questo libro crediamo tutti, e una squadra che lavora insieme è capace di meraviglie (provate a picchiare un tizio. poi provate a picchiarne dieci. ecco, appunto).

Poi. Io volevo che Alice fosse Salani, e così è stato. Ma volevo anche, con forza, che non fosse Marsilio. I motivi sono privati, e l’editor di Pan, Errico Buonanno, è un amico di cui ho la massima stima. Comunque da Marsilio me ne vado contento. Troppe cose, là dentro, non hanno funzionato.

Tempi: non brevissimi. Se ne riparla a tarda primavera – inizio estate 2010. Lo so che sembra molto, ma per impacchettare per bene un libro è davvero il minimo. E ai lettori io ci tengo, e anche Salani, a quanto vedo.

Vi aggiorno in tempo reale su tutto.

Il viaggio è incominciato: il Coniglio corre.

Bisogna vedere chi è che insegue, e chi viene inseguito…

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