Mi piace, non mi piace

Chi ricorda “Il petalo cremisi e il bianco”? Qualche anno fa era di moda: a Roma vedevi perfino gente che lo leggeva nei mezzi pubblici (e vedere gente che legge nei mezzi, a Roma, è raro).

Ricordo di averlo comprato con grande entusiasmo. E di averlo iniziato con grande entusiasmo. Mi piace molto l’Era Vittoriana, più da un punto di vista estetico che filologico (è uno spoiler su Alice? sì, e non solo), e la storia parlava di una prostituta giovane e bella, e quando si parla di donne giovani e belle, io ascolto sempre volentieri. Insomma: volevo tanto leggerlo. E volevo che mi piacesse. E non l’ha fatto.

Perchè? Perchè è troppo, troppo furbo. La storia si regge sul niente, e finisce con un niente di fatto. Grandissima descrizione d’atmosfera, va bene. Ma se voglio atmosfera e basta vado al London Dungeon, alle giostre. Da un libro voglio anche altro.

Poi c’è il Pendolo di Foucault. Come tutti gli altri romanzi di Eco, lo considero più o meno palta: Eco scrive da accademico e si vede. A differenza degli altri romanzi di Eco, però, sulla carta lo trovavo interessante. E fino a un certo punto lo è stato. Ma il finale! Se Eco non fosse un professore universitario, per un finale del genere sarebbe stato spernacchiato. Siccome lo è, viene acclamato. Però quello non è un finale da scrittore onesto. Quello è un finale a tema, a chiave, a morale, non il finale di una storia ma quello di un sermone. E io non voglio sermoni, grazie.

Sto guardando Lost (niente spoiler, please: sono solo alla seconda stagione) e lo trovo davvero pessimo. Una delle cose peggio scritte che abbia incocciato di recente. I dialoghi sono ridicoli, i colpi di scena penosi (non li puoi preparare con un flashback in una puntata: costruiscili, cacchio), i personaggi degli isterici (con uomini che fanno gli uomini e donne con i capelli al vento, ma anche un po’ dure: più clichè di così, solo le pubblicità di Toscani e i libri di Baricco). Per non parlare della tenuta narrativa del tutto: trame che vengono dimenticate e riprese, personaggi che fanno capolino quando serve alla storia e poi boh, se ne vanno, eccetera. Certo che è meglio di Don Matteo (c’è dietro un minimo di professionalità e si vede), ma Don Matteo non è neanche vera Tv.

Ma sto anche leggendo Under the Dome (anche qui, niente spoiler, please: ci potrebbero essere lettori che ancora non l’hanno neanche preso in mano, e io stesso sono più o meno a metà). E mi trovo a macinare pagina dopo pagina. Leggo anche ‘interpretazioni’, fin troppo ovvie, in chiave politica, ma trovo che manchino il punto. E’ una grande storia, con grandi personaggi. Resta al di sotto, almeno per ora, del vero capolavoro del King recente (From a Buick 8, sottovalutatissimo), ma è sempre formidabile piombare nel mondo costruito da un grande narratore.

E ripenso a Graveyard Book, di Gaiman. Che non c’entra niente ma è, secondo me, il miglior libro che Gaiman abbia scritto. Lasciate perdere il finale, lasciate perdere l’utilizzo dello strumento, abusato, della profezia come motore della trama: il bello del Graveyard Book sono i personaggi, la storia, il mondo. Tutto delicato e forte al tempo stesso, e non tutti i romanzi devono necessariamente basarsi su idee nuove. A volte i nuovi feeling sono più che sufficienti. Ma questo contraddice quello che ho detto sul Petalo Cremisi e il Bianco?

Forse.

E allora il punto è: difficile dire quale sia il motivo per cui una cosa mi piace o no. Le belle storie non sono scienza, sono magia – le puoi spiegare fino a un certo punto, ma poi devi chiudere gli occhi e saltare. E’ magia: non la interpreti, te la godi, ne parli, ma non la interpreti, non la analizzi. Non perchè altrimenti la rovini, ma perchè non serve: se provi a fare a fette l’Incanto, quello ti morde il culo e scappa via.

Magia.

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8 responses to “Mi piace, non mi piace

  • G.L.

    Per aver detto che Buick 8 era un capolavoro mi sono beccato del coglione. In bocca al lupo…

  • Stefano Romagna

    Per The Dome trovo sia appropriato il “mi piace, non mi piace.”
    Non potrei essere più d’accordo, perché è un bel libro, con un ritmo che ti tiene incollato fino alla fine (e non è da tutti farlo per 1000 pagine), ma ha qualcosa che manca. Mi saprai dire.

    Su Buick 8 non mi esprimo, non avendolo letto. E’ di sicuro un romanzo che non ha goduto dello stesso lustro di altri, ma d’altronde io ho adorato Il gioco di Gerald e Cujo, all’unanimità definiti romanzi minori, a torto, secondo me.

  • Valberici

    Si, gran bel libro “Buick 8”, prima o poi ci dovrò dedicare un post.
    Io trovo anche un tantino sottovalutato Lisey’s Story.

    E per spiegare l’incanto occorre fare una nuova magia, non certo una dissezione.
    Io ogni tanto ci provo, senza troppo riuscirci, ma prima o poi… 😉

  • francescodimitri

    G.L.: anche io. Ma quel libro è una delle migliori risposte che si possano dare alla domanda ‘perchè ti piace il fantastico?’.
    Stefano: si, di sicuro ne parlerò, a Dome finito. Quando alla Buick: è un romanzo ‘sbalestrante’, l’unico all’altezza, per me, di It e The Stand. Un romanzo fantastico di quelli clamorosi – ma per chi si impegna a ‘interpretare’ i libri, mi rendo conto che sia quasi illeggibile. Ecco perchè chi interpreta è un coglione.
    Val: appunto, Incanto su Incanto, magie su magie. Lisey’s Story invece mi ha un po’ deluso nella seconda parte – magari prima o poi ne parlo, se la cosa interessa.

  • A

    Su Lost ho avuto le stesse impressioni. In caso ancora non ti fosse capitata sottomano, consiglio la serie televisiva “Fringe”.

  • demonio pellegrino

    Lost si e’ incasinato talmente che nelle ultime serie mettono i sottotitili per spiegare i rimandi che altrimenti andrebbero persi. Giuro che e’ vero. Io l’ho abbandonato alla terza serie. Se vuoi ridere, cera su youtube il video parodia degli autori di Lost, che ti fa ben capire come questi non avessero davero la benche’ minima idea di dove andare a parare.

  • francescodimitri

    Demonio, grazie. Questo video è un capolavoro.

  • demonio pellegrino

    l’ho appena rivisto e mi ha fatto schiantare ancora: THE MAGIC TURTLE!

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