Via dalla matta folla

Qualche novità negli ultimi giorni.

Sto lavorando a vari nuovi progetti, di diversa natura. Ve ne darò notizia man mano. Uno di questi è, guarda un po’, la revisione di Alice – una revisione piuttosto sostanziosa, per certi versi. Nel frattempo ho anche avuto una anteprimissima della copertina e, beh, è uno di quei casi in cui viene da dire: giudicate pure il libro dalla copertina, per favore.

Mi sono anche aperto alle vie di Twitter. Cercherò di usarlo con una certa regolarità, ma non prometto niente. Per chi mi volesse seguire, sono qui.

Altra novità: ho mollato il PhD. Non perchè mi sia stufato di giocare di ruolo, anzi. Ma perchè ne avevo le palle piuttosto piene dell’Accademia. E’ una struttura morta in cui, ho dovuto ammetterlo con me stesso, non credo neanche un po’. Parlo di materie umanistiche, attenzione. E’ probabile che in campo scientifico sia diverso, ma in quello umanistico sono netto: il sapere accademico non vale un cazzo. Oggi. In passato era diverso, e ci sono molti professori adulti che sono persone formidabili. Ma oggi la produzione di cultura, e di piacere, non passa da lì. Neanche per un rapido saluto. Occhio: non metto in dubbio che ci siano persone validissime che stanno provando una via accademica. Ma sono rare (rare nell’ordine di una su cinquecento), e per come la vedo io stanno sprecando il loro talento.

E’ solo un punto di vista tra tanti, ma è il mio, e fatene un po’ quel che vi pare. Certo è che ora ho più tempo per fare cose interessanti – per esempio, scrivere storie che cominciano con ‘c’era una volta’ invece di perdere tempo a studiare idiozie teoriche sulla ‘morte dell’autore’. E per giocare di ruolo invece di ragionare sull’imperciocchè delle regole implicite della narrazione collettiva.

Per ora è tutto. Ancora non ho un sarsen come fermacarte, ma mi sto attrezzando.

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9 responses to “Via dalla matta folla

  • giona

    no! quante novità! urge una salita londinese…

  • francescodimitri

    Decisamente urge.

  • Benmot

    Oh! Attenzione, che svolta! E gli altri progetti ;)? Ne hai elencato solo due di cose che ti sono capitate eh 😛

    p.s. Ma le mail mie ti arrivano? 😛

  • Valberici

    Se non ci “credi” hai fatto benissimo a mollare l’accademia. 🙂

    Comunque passiamo alle cose serie: io come fermacarte uso una pietra di langa 😉

    p.s.: pensi che la prossima primavera Alice sarà pronto? 🙂

  • Fabrizio

    In campo scientifico dipende. Vedo i dottorandi di Design Sostenibile, che lavorano su progetti interessanti e notevoli. Ma è una lotta impari con istituzioni e aziende.
    Insomma, l’innovazione è un hobby per pochi illuminati in Italia.
    Ma se quei ragazzi non ci credessero, non vedremmo neanche quel poco.
    Per questo li stimo.

  • demonio pellegrino

    Semi OT: ho letto il tuo commento altrove su come i soldi non siano il fattore determinante per andarsene dall’Italia. Concordo, in toto. Io me ne sono andato 12 anni fa senza una lira. La mia famiglia non ha una lira, e non si chiama Celli. ho fatto scuole normalissime. 8 mesi fa me ne sono riandato da dove vivevo, rischiando tutto un’altra volta. E non so ancora se ho vinto la scommessa, ma di sicuro ho fatto quello che volevo.

    Non credo sia una questione di coraggio, l’andarsene. Ma non credo neanche che il restare debba per forza ritenersi piu’ nobile. l’esempio che fai tu dei professori sotto il fascismo lo trovo azzeccatissimo.

    Per quello che vale, ammiro molto la tua scelta di mollare il PhD. Non per la scelta in se’, ma perche’ sei stato capace di vedere chiaro, trarne le tue conclusioni, e agire di conseguenza. Troppo spesso mi pare che anche le persone che vedono chiaro sul da farsi, si fermino un attimo prima. E i soldi non c’entrano, anche se sono un’ottima scusa.

    in bocca al lupo per tutto. Aspetto in gloria la tua Alice.

  • francescodimitri

    Demonio: esattamente, non è questione nè di coraggio nè di nobiltà. Solo di quello che uno ha voglia di fare, qualsiasi cosa sia. Ma se hai voglia di fare una cosa, i soldi non sono una buona scusa per non farla – come non lo è nient’altro. Abbiamo una mano di carte, nella vita, e giocarcela sta a noi. Sul PhD: grazie, hai colto il punto. Bisogna agire in base a quello in cui si crede, non per un qualche nobile e astratto scopo, ma perchè poi si vive meglio in pratica. Crepi in lupo, e spero davvero che Alice arrivi in gloria, che dopo tutti questi anni se lo merita. Lei. Il libro, non so.

  • francescodimitri

    Val: tarda primavera, inizio estate… e scusa se rispondo tanto tardi ma sono giorni perfino più intensi del solito. E sull’accademia: fa parte del problema, non della soluzione…

    Fab: io ho stima di persone anche in campi lontani dal mio. Ma, appunto, sulle scienze non mi esprimo. Sulle materie umanistiche, sì. E lì un dottorato non vale davvero ma davvero un cazzo.

  • demonio pellegrino

    A proposito di Alice, magari lo sai gia’, ma c’e’ una miniserie che sta andando in onda adesso in America, con kathy bates: http://www.slate.com/id/2237384/

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