Una domanda

Sto iniziando a usare Twitter. Pochissimo, ma con un certo gusto. E’ semplice, essenziale, divertente, diretto.

Ora. Twitter all’estero è piuttosto forte. In Italia no.

La domanda che vi faccio è: secondo voi perchè?

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30 responses to “Una domanda

  • demonio pellegrino

    Parto da una premessa: altrove (non ricordo dove, forse il blog di Luca Sofri), avevo letto che in realta’ Twitter andava forte adesso negli USA perche’ era stato (ri)scoperto tardi. Era partito un po’ in sordina, e’ stato usato molto all’estero, e ora viene utilizzato anche negli USA. Non so se sia vero. Quello che so e’ che i dati pubblicati mi pare da tech crunch (scusa, lo so, e’ tutto un “mi pare”) indicano che gli utilizzatori di Twitter adesso negli USA stiano diminuendo.

    Detto questo, prendendo il tuo punto di partenza per buono, direi che le ragioni possono essere almeno tre:

    1) La lingua: se twitti in Italiano ti rinchiudi in un mercato piccolissimo. La cosa figa di Twitter e’ che puoi parlare con il mondo, se soli usi l’inglese. Quante persone parlano inglese abbastanza bene in Italia da poter seguire i tweet di attori famosi, musicisti, scrittori anglofoni, che spesso – data proprio la natura di Twitter – usano abbreviazioni quasi da iniziati?

    2) La mancanza per l’Italia di “celebrity endorser”. In America io posso mettermi a seguire Demi Moore, Kobe Bryant, MC Hammer, DR Dre, e tanti altri. Chi seguo in Italia?

    3) Twitter negli USA viene usato pesantemente da aziende non solo per fare pubblicita’, ma anche per controllare cosa dica il mondo dei consumatori. L’azienda per cui lavora mia moglie ha tre persone il cui unico compito e’ leggere cosa si dice su Twitter, Facebook, e altri social media sulle questioni che toccano la sua azienda. Non credo che in Italia si sia arrivati li’.

  • Francesco Falconi

    1. L’italia arriva sempre in ritardo. Come per Facebook, di circa 7/8 mesi
    2. L’italia è molto meno wireless degli USA. In pochi usano i SN sul mobile
    3. In Italia mancano i VIP che twittano. In America ha avuto successo perché Twitter è il portavoce dei Twit.
    3.a: In Italia forse mancano VIP interessanti. Quelli che fanno rumore… beh, lasciamo perdere.

  • ldi

    Beh è usato nei paesi anglofoni e in giappone, francia e germania sono poco interessate…e poi ci sono già molti politici italiani, quindi non è proprio l’ultima novità. Forse in Italia c’è molta attenzione per argomenti su cui twitter non fa la differenza: politica, gossip, ecc (ps: cambia lo sfondo almeno per i commenti che non si vede niente durante la scrittura!)

  • imp.bianco

    Io ho scoperto prima twitter di Facebook, e lo uso ancora…

    Il nostro paese è proprio poco internettiano XD

    X-Bye

  • francescodimitri

    Spunti interessantissimi (e ne aspetto altri).

    Ma mi sembra che ci sia un filo conduttore. E cioè che su Twitter non si è innescata quella dinamica ‘virtuosa’ (o viziosa, a seconda di come la si vede) che ha portato a crescere Facebook.

    In pratica le risposte che mi avete dato sono riassumibili in una: su Twitter non c’è altrettanta gente perchè su Twitter non c’è altrettanta gente (vip, aziende, utenti di telefoni, quel che sia). Che poi è quello che credo anche io. Un circolo di passaparola che non si è innescato del tutto, se vogliamo.

    Allora porto la discussione un passo più a monte. Perchè non si è innescato? Avrei una mezza idea, ma non la dico perchè ne vorrei sentire altre…

  • ldi

    Perché è decollato prima Facebook (dove puoi fare la stessa cosa con gli status update), perché da noi le nicchie di professionisti (giornalisti, economisti, tecnologi) seguono di meno internet.

  • demonio pellegrino

    Io insisto: la lingua. FB ha successo perche’ parli la tua lingua connettendoti con i tuoi vecchi conoscenti, compagni di scuola, e facendone di nuovi. Su Twitter non fai amici (in 140 caratteri non fai amici). Per cui “segui” gente che ti sta simpatica. E si riarriva a bomba: quali sono gli italiani famosi che usano twitter e che valga la pena seguire?

    Anche tu twitti in inglese, per dire…non e’ un caso.

  • Valberici

    Una constatazione: facebook è “decollato” in italia quando è stata resa disponibile la traduzione dell’ interfaccia.

  • francescodimitri

    Idi: la prima risposta non mi convince (la domanda diventa: e perchè è decollato prima FB?), la seconda parecchio. E non solo le nicchie, aggiungiamo: siamo uno degli ultimi Paesi occidentali, per diffusione di Internet (anche a causa di leggi assurde).

    Demonio e Val: questione lingua. Questa mi convince moltissimo. E apre un vespaio di considerazioni. Con il diffondersi della comunicazione in Rete, qual è lo spazio dell’Italiano, o di altre ‘nicchie’ linguistiche? Io non sono un conservatore in nulla: se tra duecento anni parlassimo tutti la stessa lingua, ben venga. Tanto si diffonderanno subito dialetti locali, e tanto aiuterà a partire verso altri pianeti (non scherzo: credo davvero che sia l’unico futuro possibile per l’umanità, allo stato attuale delle cose). Però a quanto pare Internet fa il contrario di quanto molti si aspettassero – una comunicazione di successo deve usare le nicchie linguistiche, e non superarle in nome dell’Inglese.

    Sono solo pensieri a ruota. Ma, non so perchè, ho la sensazione che dietro il diverso successo italico di FB e Twitter ci siano motivazioni interessanti da capire. Esprimetevi anche voi a ruota finchè vi va!

    Intanto do un altro spunto: passività. FB permette una passività molto maggiore rispetto a Twitter, dando allo stesso tempo un’illusione di attività, di comunicazione. O no?

  • demonio pellegrino

    Hai ragione, FB e’ passivo, e ti permette di perdere il tuo tempo in giochini del menga, o semplicemente nel navigare tra le pagine dei conoscenti per sbavare su foto di vecchie fiamme.

    Per Twitter credo si applichi molto la storia dell’aborigeno di Guzzanti: http://www.youtube.com/watch?v=I-vFa1oLiLk

    Cioe’: in FB, se voglio, io parlo con gente che piu’ o meno ha i miei interessi. Ci sono i gruppi, le pagine, etc. In Twitter, ognuno dice un po’ quello che cazzo gli pare. E va benissimo. Ma ancora una volta devo trovare quelli con cui io abbia qualcosa in comune. E siccome e’ piu’ difficile, richiede piu’ tempo, allora lascio perdere.

    ah, ieri seri ho riattivato il mio account twitter. L’avevo disattivato da mesi. Ora vedo un po’ se le cose sono cambiate rispetto al marzo scorso, quando me n’ero andato…

    La mia domanda a te e’: se hai un blog, e sei molto attivo su FB, che senso ha Twitter? Cioe’, cosa ti da’ in piu’ che valga la pena perderci del tempo?

  • Valberici

    Demonio: se permetti ti dico cosa da di più a me twitter: estrema facilità d’uso sul BlackBerry. E quello che scrivo su twitter viene automaticamente riportato sul mio wall di Facebook.
    Ma quanti italiani sono a conoscenza di questa possibilità e/o usano uno smartphone?

    Francesco: io credo che ci stiamo dividendo in due classi: chi sa comunicare con il mondo e chi rimane legato ad un ambito locale.
    Tra l’altro chi conosce solo l’italiano ha forti limitazioni in certi campi. Io comprerò un lettore di ebook perchè leggo libri in inglese e quindi userò una nuova tecnologia prima di molti italiani.
    Aggiungo anche che quando mi imbattevo in polemiche su saghe che non venivano più tradotte, potevo tranquillamente fregarmene.
    Non parliamo poi delle cose semplic come ordinare su Amazon, credimi che è fuori della portata della maggioranza degli italiani.
    Temo che siamo ormai un popolo di “provincialotti ignoranti”.

  • demonio pellegrino

    Valberici, interessante. E probabilmente hai ragione sulla facilita’ d’interazione blackberry/facebook. Ma l’iphone ti risolve il problema, perche’ ha un’applicazione molto buona per Facebook.

    Pero’ qui mi verrebbe da pensare che in realta’ per te Twitter e’ un complemento di FB. Mi sbaglio?

    Concordo poi sulle altre cose che dici. L’italia si sta escludendo da sola, per varie ragioni, la piu’ importante credo sia quella linguistica. Ma ce ne sono altre: io qui in America ho pagato l’Iphone 99 dollari, e pago 70 dollari al mese per chiamate illimitate e uso illimitato di internet. In Italia so che solo l’Iphone costa piu’ di 200 eurini, e per i piani tariffari auguri.

    Per non parlare del fatto che in Italia per trovare un wifi spot devi raccomandarti a tutto il Pantheon. Ho scoperto da poco che la legge italiana obbliga coloro che vogliano offrire un servizio wifi gratuito ai propri clienti di registrarsi in questura…

  • astrosio

    itagliano, si dice _itagliano_.

  • Valberici

    demonio: esatto per me Tw è un complemento di FB. Comunque anche il BB ha una buona applicazione per FB (con ‘ste sigle i non addetti mi prenderanno per pazzo 😀 ) solo che per scrivere testi brevi faccio prima con Tw.
    Certo che si può andare oltre e usare un aggregatore come friendfeed e tra poco arriva Google Wave…ne vedremo delle belle 😉
    E sulle comunicazioni in italia hai perfettamente ragione, però è inutile che mettano spot in un paese dove il massimo della libidine è comprare la carta auguri di tim e pensare di stare guadagnando qualcosa.
    Siamo un popolo di furrrbi 😦

  • demonio pellegrino

    mmm, google wave e’ arrivato. Nel senso che ho l’account, ma mi pare che se abbia senso solo se: 1) lavori a un progetto con un gruppo di persone a distanza e 2) hai amici che gia’ usano googlewave. Altrimenti stai li’ a far nulla…

  • Valberici

    ecco, siamo in attesa del punto 2, ora come ora mi pare sia solo ad invito, correggimi se sbaglio.

  • demonio pellegrino

    hai ragione. Ho un paio d’inviti, credo. Ne vuoi uno?

  • VValberici

    Demonio: grazie dell’offerta, se ne hai ancora uno la mia mail la trovi sul mio blog nella pagina “contattami”, in alto a dx 🙂

  • Stefano Romagna

    Ho un account Twitter da un bel po’ di tempo, ma confesso di usarlo poco e niente perché non lo trovo intuitivo come FB. Barriera linguistica, poca gente iscritta, boh, non ne sento proprio l’esigenza.

  • francescodimitri

    Sì, sono d’accordo sul fatto che il ‘digital divide’ stia diventando sempre più anche un ‘linguistic divide’, e che l’Italia pecchi di provincialismo, come al solito. Il problema è che in Italia si pongono sempre le questioni in modo oppositivo – se parli l’Inglese perdi l’Italiano. Che è una cazzata: non succede così, anzi, finchè non parli una lingua straniera non conosci neanche la tua (lo diceva non-mi-ricordo-chi: qualcuno si ricorda?).

    Comunque. Sull’argomento FB. Io ho la sensazione che uno dei motivi di successo di FB sia la passività, come dicevo. E cioè: clicchi su un’ ‘applicazione’ e sei convinto di aver fatto cose. Diventi fan di te stesso e sei convinto di aver fatto cose. Fai un quiz e sei convinto di aver fatto cose. Mentre Twitter un minimo di cose ti costringe a farle davvero: se non scrivi niente, non c’è niente, fine.

    La cosa che trovo affascinante di Twitter è la semplicità. FB ha talmente tanta roba (vuoi diventare mio fan? vuoi venire alla mia presentazione? vuoi imparare Balletto Russo su Ghiaccio?) che finisco per non seguirne nessuna. Su Twitter ci sono solo i Tweet, fine. E io sono un fan delle piattaforme dedicate – è un po’ come la storia dell’ebook: non voglio una roba che faccia tutto, ne voglio una che faccia una cosa, ma bene.

  • Valberici

    Francesco: alla luce di quanto dici sto pensando che in italia hanno successo quelle “applicazioni” che implicano l’uso del solo mouse. Quando bisogna usare anche la tastiera allora il compito diventa troppo gravoso.
    Infatti noto che i giochini che vanno per la maggiore sono quelli dove ci si limita a pochi click, tipo il Parla con.
    Quasi quasi mi metto al lavoro per “inventare” un social network che non richieda l’uso della tastiera, in italia potrebbe essere una “killer application” 😉

  • demonio pellegrino

    Valberici – stasera da casa acedo a wave e te lo mando.

    Francesco: vero su FB. Pero’ FB alla fine lo puoi usare anche come una granda piazza, (o un oratorio, o un bar, scegli il paragone che piu’ ti piace): ci vai, incontri gli amici, fai due chiacchiere, ti prendi un po’ per il culo, sparli di tizio, cerchi di fare il fenomeno con tizia. E’ anche quello, secondo me, che lo ha fatto vincere. Poi e’ chiaro, se voglio un social network professionale, non uso FB, ma uso Linkedin. ma Twitter mi pare davvero troppo di nicchia, come applicazione. Pero’ magari mi sbaglio.

    Al momento ho riattivato il mio account, e vedremo.

  • demonio pellegrino

    Segnalo un articolo di ieri su Slate, proprio sulle ragioni del successo di FB. Molto interessante: http://www.slate.com/id/2237376/

  • demoniopellegrino

    Valberici, ho dato il tuo email: wave dice che ci vorra’ qualche giorno.

  • MorganaFaerie

    Io non conosco twitter, cioè non l’ho mai usato, in compenso sono una fb dipendente… Sinceramente non ho mai capito fino in fondo le “cause” di questa dipendenza a volte preoccupante, se non che probabilmente mi permette di fare un sacco di cose tutte insieme (tenere contatti lavorativi, guadagnare, parlare con i miei amici,mandare mail, dire cazzate, chattare, dire cose serie, parlare dei miei interessi ecc ecc), per una pigra come me è veramente grandioso. Ovviamente bisogna imparare a gestire bene le opzioni della privacy, altrimenti diventa un arma impropria…
    Cmq per quanto mi riguarda sono stata una delle prime italiane credo ad usarlo, e una delle ultime a cambiare la lingua delle impostazioni (e all’inizio ero talmente abituata all’inglese che facevo pure fatica). Se è vero quello che dite su twitter, personalmente non mi affascina nemmeno un pò… troppe poche cose, poi mi tocca usare 10 siti, forum, portali ecc diversi per ogni cosa… faticosissimo :-)))
    p.s. domanda tecnica ot per Demonio e per chi lo sa… Se io compro l’i-phone negli usa posso usarlo anche in italia (ovviamente con la sim vodafone?)???

  • ldi

    qualche dato. Fb ha 12 milioni di iscritti, twitter circa 700mila utenti unici: c’è una grossa differenza. Facebook è decollato nell’estate del 2008 (in agosto c’erano 700mila persone, adesso siamo a 12 milioni: una crescita verticale, niente è mai cresciuto così rapidamente su internet, nemmeno wikipedia): il motivo non è ancora stato compreso e forse lo sanno soltanto a Facebook dove hanno i dati. Facebook è meglio di twitter? Fb è arrivato prima con una gran massa di utenti e permetteva di fare le stesse cose di twitter: gli status update. La differenza principale è che facebook è (era?) privato, twitter è (generalmente) pubblico. Nel secondo caso si capisce anche la differenza della modalità d’uso: soprattutto segnalare link (il 10% del traffico del New York times arriva da twitter). Ed è predisposto per un uso professionale. Fb è (era?) molto più privato…secondo voi ci sono punti poco chiari?

  • francescodimitri

    Idi: mi hai dato una delle risposte più interessanti, grazie. Però secondo me sottovaluti il fatto che Twitter costringe all’azione. SU FB gli status puoi non uploadarli – su Twitter, se non li metti, non esisti. E questa, credo, è una differenza vitale, in una nazione poco alfabetizzata a Internet come l’Italia.

  • ldi

    puoi seguire anche twitter senza pubblicare nulla: non ricordo di preciso, ma secondo le rilevazioni una quota piuttosto ridotta degli utenti (circa il 10%) pubblica il 75% dei contenuti. Un po’ come Wikipedia…però sono d’accordo sul fatto che ci sia una forte componente persuasiva in entrambi, ma credo che sia più da ceercare nelle “limitazioni” (i 140 caratteri, le scelte delle interfacce, ecc)

  • francescodimitri

    Uhm. Ci rifletto.

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