Cose che non mi piacciono

Con questo post mi inimicherò un po’ di gente. Pazienza, la vita non è sempre facile.

Rimbalzando dal blog di Andrea G. Colombo scopro l’esistenza di un concorso per racconti horror lanciato da una piccola casa editrice, la Intermezzi editore (Colombo non faceva nomi, ma tanto Google c’è e mi sembra inutile nascondersi dietro un dito).

Ora. Ho letto il comunicato stampa in questione e ho avuto i brividi. Non di paura, ma di freddo vero.

Ci sono molte cose che non mi piacciono. Il modo in cui l’horror viene descritto e raccontato è più da accademia (da intendere in senso molto negativo) che da appassionati. No, io non credo che una storia dell’orrore ti debba far finire a fare l’idiota con i tuoi amici facendo ‘buh!’. No, per esempio, quando leggo Thomas Ligotti non ho nessuna voglia di saltellare in giro. Sposo in pieno quello che dice Colombo sul modo in cui viene spiegata l’iniziativa, sul modo in cui viene trattato l’horror, eccetera. Questa levità postmodernista, questo divertitismo para-accademico che vuole ‘nobilitare’ un genere che se ne sta molto bene per i fatti suoi, mi urta. Sia da scrittore che da appassionato. Il fatto che ogni punto del bando abbia un nome grazioso e ironico mi massacra l’umore: come dire, siamo troppo intelligenti per prendere sul serio ‘sta roba, i pipistrelli sono tutti di gomma. Che è un modo molto povero di vedere il mondo.

Certo però, lo ammetto: esistono diverse estetiche, e in fin dei conti nessuno è venuto a dirmi che quel comunicato me lo dovevo leggere. Ma nel comunicato c’è questo brano, segnalato anche da Colombo:

Se non e’ ancora chiaro dopo la premessa contenuta nel punto “pipistrelli di fango”, qui ribadiamo di preferire racconti che non presentino soggetti troppo violenti e desideriamo non alimentare credenze superstiziose circa l’occultismo – caproni del sabba, messe nere, pentacoli…

E se il resto l’avrei ignorato (ciascuno fa la sua vita), contro questo moralismo perbenista, contro questo moige-ismo travestito da operazione intellettuale, ho voglia di scagliarmi. Mi chiedo se chi ha scritto il comunicato abbia idea di quando, come, dove e perchè, in quali circostanze storiche la parola ‘occultismo’ sia nata. E se sappia (per dire) che il concetto originario di ‘caprone del sabba’ è molto più vecchio della parola in sè. E che i pentacoli hanno ancora un diverso lignaggio. Per non parlare delle messe nere. Insomma: ma sanno di che parlano? La sensazione è che la risposta sia no. Ovviamente da un concorso del genere un libro come Imajica, pieno di sesso, violenza e pentacoli, sarebbe bandito. Non credo che Clive Barker piangerebbe.

Vi dico quel che ci vedo: l’approccio all’italiana (non “italiano”, perchè noi abbiamo Manfredi, tanto per dirne uno famoso, e abbiamo De Crescenzo, uno dei più esperti editori di horror che si possano incontrare) al genere. Che è fatto non di gente che lo ama, ma di gente che lo studia. Che lo cita. Che è troppo intelligente, troppo pulita, per colpire alle palle e quindi ammicca e strizza occhi. Mentre l’horror colpisce alle palle. Farlo è difficile: molto più facile rifugiarsi nel sorriso intellettuale. Molto più rassicurante.

Io da queste cose diffido.

Tanto perchè sia chiaro.

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22 responses to “Cose che non mi piacciono

  • G.L.

    Haha! tu leggi “postmodernismo” etc etc, io ci vedo un’altra cosa. Guarda con me. Questi sono quelli che vogliono le sigarette senza nictotina, il caffè senza caffeina… Sono terrorizzati. Adesso, dai, facciamoci una risata. Che fra un po’ è buio.

    E tocca a noi.

  • francescodimitri

    “Sigarette senza nicotina, caffè senza caffeina”… si, credo anche io che il punto sia quello. Orrore senza sangue. Morte senza magia.

    Rido ominoso e preparo il capro.

  • Fabrizio

    Piccoli autori per piccoli brividi…

  • andreagcolombo

    E’ un modo di pensare vecchio di almeno 10/15 anni che appartiene a un’epoca buia, quando l’obiettivo imperante era di “sdoganare” (santodio che schifo di termine) l’horror cercando di ammansirlo.
    Scrivi un horror, ma che non sembri troppo horror, mi raccomando.
    Credevo fosse una pratica ormai passata di moda, e vederla riproposta ancora, con questa gioiosa incoscienza, me le fa girare davvero parecchio.

  • Valberici

    Il buio è arrivato…procedo come stabilito. 😉

    p.s.: la madre degli imbecilli è purtroppo sempre incinta…ma una di queste notti potrei anche trovarla e…..

  • Marco

    Apprezzo molto quello che pubblichi, quello che fai e come lo fai.

    …ossa di brontosauro in padella…:S

  • Manuele

    Posso permettermi? Sono Manuele di Intermezzi Editore.
    Prima di tutto non ti sei fatto alcun nemico, almeno non dalle nostre parti.

    Ho letto attentamente il tuo post e credo ci sia un’ambiguità di fondo. Quella che noi vorremmo fare è un’operazione divertente, un’horror alla Tarantino o alla Fracchia contro Dracula, oppure alla “casa stregata” di Pozzetto. E il titolo del nostro sito web mi pare sia chiaro: Oggetti stregati a prezzi stracciati.

    Il comunicato stampa voleva solo essere chiaro del tipo di operazione, non voleva in alcun modo fare del moige-ismo o ostentare chissà che tipo di perbenismo, abbiamo solo cercato di non confondere le idee a chi magari (giustamente) poteva fraintendere.

    Poi che a te come a chiunque altro possa non piacere questo tipo di operazione, non c’è problema. Di certo non credo che il nostro sito pesti i piedi ad una cultura horror più profonda, è semplicemente una cosa diversa.

    E’ la cultizzazione dell’horror-entertainment, che io adoro e la cui massima espressione (sul nostro sito) è questa poesia di Catalano, divertentissima. http://www.websitehorror.com/index.php?content=website_horror&id=63;

    Saluti

  • MorganaFaerie

    Manuele perdonami… Divertente? Come ho scritto nel tuo sito, è noiosissimo. Qualsiasi cosa sia o cmq tu lo voglia definire.
    E cmq nemmeno cosi originale, mai visto Scary movie???
    Cmq si,commercialmente probabilmente hai ragione, non fare racconti troppo lunghi però, sai l’attenzione di chi ha un qi medio-basso regge per un tempo limitato, poi non li finiscono
    ;-)))

  • Manuele

    L’importante è che mi diverta io, no? 🙂

    Sull’originalità nessuno dice che vogliamo essere originali. Però il paragone (almeno nelle intenzioni) è più su Grindhouse di Tarantino che su Scary Movie. E comunque in Italia è un’operazione abbastanza inconsueta. Non commerciale, semmai di visibilità (anche perché il sito non ha introiti). Comunque è un’operazione che non ha niente a che vedere con l’horror puro, questo mi sembra cristallino. Sono proprio due mondi diversi, e giustamente, aggiungo.

  • francescodimitri

    Manuele, apprezzo la civiltà della tua risposta. Ma la trovo disonesta, per motivi che chiunque abbia letto due horror (e avrei preferito che tu parlassi di libri, visto che non avete fatto un concorso cinematografico) può capire da sè. Ma visto che di libri non parli, restiamo sui film: basta anche aver visto quelli.

    Prima, e banale, osservazione: se vuoi fare un concorso ispirato a Tarantino non inviti i partecipanti a non essere violenti. Se scrivi un gioco di ruolo basato sui Vampiri, non inviti i giocatori a non bere sangue.

    Quindi no, mi dispiace, ma nella tua risposta qualcosa non torna.

    E continuiamo. Ci sarebbe molto da dire sull’ ‘horror’ di Tarantino. Tipo, per quali horror è famoso, Tarantino? Ma soprattutto: cosa hanno in comune Fracchia, Pozzetto e Tarantino? Metterli insieme in un blog seguito da appassionati di un certo tipo di immaginario è o una provocazione, o un’ingenuità.

    In tutti e due i casi, era meglio evitare.

    Ma soprattutto. Il vostro ufficio stampa presenta un concorso horror – un concorso in cui qualche aspirante scrittore, senza la sufficiente esperienza, potrebbe anche credere. Tutti noi abbiamo cercato trampolini, fa parte del mestiere ed è giusto così.

    Ora mi dici che non è un concorso horror e non voleva esserlo. Lo dici in modi che mi sembrano mancare totalmente il bersaglio, ma va bene, potrei anche accettarlo.

    Resta il fatto che nel bando, un bando linkato qui, leggibile a tutti, questo non l’avete scritto. Resta il fatto che avete venduto una cosa come se fosse un’altra. Avete parlato di horror, avete addirittura dato lezioni su come scriverlo. Spiegare ‘volevo dire altro’, mi dispiace, qui non vale. E’ per questo che faccio lo scrittore e non il politico. Sai qual ‘è il bello? Che è tutto pubblico. Il bando, il mio commento, quello di Colombo, il tuo. Tutto. Basta leggere per farsi un’opinione. Ecco perchè “volevo dire altro” qui funziona poco.

    Ma diciamo anche che io prenda per buono il ‘volevo dire altro’. A questo punto due possibilità emergono: o siete ambigui con il vostro pubblico, ed è grave, o avete comunicato male, e non è meglio, visto che comunicare è ilvostro lavoro.

    Senza bisogno di chiamare in causa Tarantino, e neanche, addirittura, Renato Pozzetto.

  • Fabrizio

    Sarebbe bastato scrivere “Concorso Horror-comedy” fin da subito.
    Basterebbe correggere quanto prima per salvare almeno metà guancia…

  • andreagcolombo

    <>
    Cosa mi tocca sentire… quanta pazienza ci vuole.
    Quanta.

  • chiara

    Un attimo. Come ho già scritto sul nostro blog forse c’è un problema nella nostra comunicazione.
    Il comunicato non è relativo a nessun concorso. Da nessuna parte c’è la parola “concorso”.
    Noi abbiamo aperto un sito circa un anno fa, e il sito sta all’indirizzo che è nel comunicato. Basta aprirlo e navigarlo. Abbiamo invitato a mandare racconti per il sito. Ora abbiamo invece annunciato che da quel sito vorremo pubblicare un’antologia, scegliendo tra il materiale che è arrivato e che arriverà.
    Non è un concorso, quindi, ma la realizzazione off-line di un progetto on-line, che chi ha seguito nel suo sviluppo, non solo sul WebSite Horror, ma anche sul nostro blog e sul blog del curatore, conosce. Abbiamo dato per scontato che chi avrebbe letto il comunicato lo conoscesse, sbagliando, forse perché in realtà le persone per cui l’avevamo scritto erano quelle che avevano aderito e partecipato, estendendo poi la comunicazione per aumentare la visibilità del progetto.
    Questo è.

    Comunque, chi non si diverte non deve star lì a morir di noia, eh, ci sono tante altre cose da fare e da leggere! 🙂

    Apro una parentesi paracula, per una volta che mi affaccio qua: Francesco, ne approfitto per farti i complimenti, a te al tuo editore (Gargoyle, vero?), che sta facendo qua in Italia un lavoro davvero stupendo. Chiusa parentesi paracula (ma sincera) 🙂

    Buona notte.

    Chiara di Intermezzi

  • G.L.

    Chiara di Intermezzi, il problema di comunicazione non c’è. E’ tutto lampante. Ancora un po’ e si sente il fastidioso rumore arrampicata-su-specchio.
    O forse no, mi sbaglio e l’errore di comunicazione c’è. Sta in quelle ultime tre righe. La parentesi “paracula”. Paracula? Davvero? A me fa venire in mente altro, ma forse perchè io stio col bullo ella scuola e sono un zinzino… prevenuto. Diciamo che è mala-comunicazione, altrimenti potrebbero venirmi i dubbi. E passarmi la voglia di sorridere.

  • andreagcolombo

    CHIARA scusa, non voglio infierire, ma qui il problema NON è se si tratti o meno di un concorso. State comunicando a decine (suppongo) di aspiranti “autori horror” qualcosa di profondamente sbagliato.

    Nel vostro comunicato stampa avete inserito una serie di “istruzioni” per confezionare il racconto perfetto per i vostri scopi. Su questi scopi non metto becco, ma se vi riferite all’horror, allora ho da dire la mia.

    Non mi piace l’aspetto dell’operazione, ha un sapore vecchio e fuorviante. Non capisco cosa abbiano a che spartire Fracchia e Pozzetto con l’horror. State facendo una grossa confusione tirando in ballo la commedia/parodia.
    Scary Movie non è horror: è una parodia.
    Fracchia contro Dracula è una commedia.

    Volete raccogiere racconti horror/parodistici? Perché non è scritto in maniera chiara? Non si evince da nessuna parte.
    E se fosse così, che senso hanno tutte le istruzioni contenute nei vostri comunicati stampa?

    Avete pubblicizzato questo portale come segue: <>. Per essere chiaro, in uno dei comunicati che ho ricevuto, scrivete così:

    **********

    Il WebSite Horror è un portale di racconti horror prodotto da Intermezzi Editore. Si presenta come una sorta di sito di compravendita di “oggetti stregati a prezzi stracciati”, in cui ognuno può mettere in vendita un oggetto di sua proprietà che presenta caratteristiche particolari: deve essere “stregato”, aver provocato qualcosa di misterioso, esser legato a fatti e vicende macabre, ambigue, raccapriccianti. In allegato una scheda tecnica in pdf che ne descriva le caratteristiche. In realtà il pdf contiene un racconto di genere horror, che si può scaricare e leggere.
    Il curatore del sito, Marco Candida, ha invitato autori italiani emergenti e non a scrivere un racconto legato ad un oggetto e successivamente si sono uniti al progetto anche altri autori e lettori, che possono liberamente spedire la propria proposta per email all’indirizzo che si trova sul sito.

    **************

    Ragazzi, non vogliamo infierire, ma vi prego di capire che state toppando alla grande. Le dritte che date agli aspiranti autori sono un grossolano errore che non può che gettare nella più totale confusione questi poveretti che ora si affanneranno per capire di cosa accidenti voi stiate parlando.

    Mi sembra comunque chiaro che non sia l’horror.
    Ma lo scopriamo adesso.
    E a quanto mi risulta vedendo i vostri comunicati, è da FEBBRAIO 2009 che il sito è on line…

  • Manuele

    Mamma mia come vi prendete sul serio, però.
    Ma cosa del messaggio “OGGETTI STREGATI A PREZZI STRACCIATI” non vi è chiaro, nelle intenzioni di chi mantiene il sito?

    Mi pare chiaro che il significato stesso che noi abbiamo dato alla parola HORROR non è il significato standard, quello a cui siete credo abituati. Ma mi pare chiaro come il sole, non credevo servissero i sottotitoli in brail per specificarlo, se volevo fregare qualcuno avrei fatto un’altra operazione. Via non fate finta di non capire, è un sito che serve a farci fare quattro risate, non stiamo dissacrando l’horror. E se credete che stiamo dissacrando l’horror, non è un problema mio.

    Ci manca solo che ora mi arrivino le lamentele dei papa boys e siamo a posto 🙂

  • francescodimitri

    Manuele: avevo deciso di lasciar perdere. Le posizioni reciproche mi sembrano chiare, e mi sembrava inutile continuare

    Ma mi fai cambiare idea, perchè una cosa è la civiltà, altra il parlare senza parlare, il nascondersi dietro l’ironia. Io posso dire che ti vendo il vero Colosseo a duemila euro, ma se poi ti vendo un modellino, si chiama truffa, non risemantizzazione.

    Voi state facendo un’operazione culturalmente disonesta. E, per chi ama queste cose, dannosa: voi siete una parte del problema della cultura italiana. In questo momento. Poi magari siete persone eccezionali, e simpatiche, e in altri campi siete anche bravi. In questo no. In questo momento, la vostra posizione, dal mio punto di vista, è la posizione di chi fa un danno. Siete parte del problema.

    Qui non è questione di prendersi sul serio o no: troppo facile accusare chi argomenta di essere ‘troppo serio’. Cosa credi, che Tarantino non sia mortalmente serio, mentre gira un film? O che non lo sia ogni singolo grande comico?

    Certo che nella vita ci sono cose più importanti dell’horror. Ma è di horror che stiamo parlando. E quando parlo di qualcosa lo faccio seriamente, specie se quel qualcosa lo amo, mi piace. C’è qualche problema, con l’avere passioni sincere?

    Avete dato definizioni, lezioni, avete fatto promesse (perchè, non meniamocela: se dite che ‘pubblicate’ qualcuno, in Italia, state dicendo una cosa ben precisa, state facendo una promessa). Avete detto delle cose assurde sull’occultismo. Avete sottilmente giudicato un certo tipo di letteratura (e se non volevate farlo, sorry, siete cattivi scrittori). Avete messo in un calderone Pozzetto e Tarantino.

    E poi, con uno smiley, vieni qui (qui) a parlare dei papaboys.

    Qui nessuno fa finta di non capire. Qui abbiamo capito tutti benissimo.

    Appunto.

  • Okamis

    E’ strano, non è la prima volta che mi trovo davanti a editori che trattano di materie sulle quali non hanno la benché minima competenza, eppure non riesco a finire di “alterarmi”. Perché vada che esistano scrittorucoli che non si documentano su quanto scrivono, ma che esistano pure editori che fanno la medesima cosa… Questa frase, in particolare, mi ha provocato un ribollio di bile: “Quattro amici che giocano a spaventarsi soltanto un poco l’uno e l’altro…” L’Horror, così come qualsiasi altro genere narrativo (commedia compresa), non è un gioco: è qualcosa di serissimo e che va maneggiato con cautela. Dite poi che “pare chiaro che il significato stesso che noi abbiamo dato alla parola HORROR non è il significato standard”. A casa mia non esistono significati “standard”, ma esistono significati punto e basta. Se non volevate parlare di Horror, allora dovevate usare un altro termine con un altro significato. Se siete editori, dovreste sapere bene come si lavora con le parole.

  • Intermezzi BLOG! » Blog Archive » WebSite Horror: aggiornamenti

    […] Infine, segnalo sul blog dello scrittore Francesco Dimitri una discussione interessante intorno alla nostra antologia: qui. […]

  • Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini » Blog Archive » ORRORE E HORROR

    […] ripresi. Ne discutevo ieri, su Facebook, sul profilo di Francesco Dimitri, che ha riportato un suo post. Cosa c’entra? C’entra. Perchè quello che sostenevo su Facebook (non so se il profilo […]

  • mafd3t

    “…Non è invece più saggio addomesticarlo, il mostro?” …NO!

  • cercacasa

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