Sarà Vero

Non capita tutti i giorni di vedersi dedicare un libro.

Mi è successo con Sarà Vero, di Errico Buonanno. Alcuni motivi li conosce lui e li conosco io, ma il motivo vero è: Errico è un ottimo amico. E questa è metà della storia.

L’altra metà è che, quando ti dedicano un libro, devi sperare che sia bello. Perchè altrimenti ti senti come quando, a Natale, da bambino sognavi il Nintendo e trovavi sotto l’albero un maglione. Anche in questo mi è andata bene. Sarà Vero non è solo un libro bello – è un libro molto bello.

E il mio non è un parere di parte, proprio il contrario. Se il libro non mi piacesse, farei di tutto per non parlarne, lancerei maledizioni per farlo uscire al più presto dalla coscienza collettiva. Nessuno vuole il suo nome su una fetecchia, no?

Però questo libro è bello. Parla di falsi e bufale che hanno fatto la storia ‘reale’, dalla Donazione di Costantino ai Protocolli dei Savi Anziani di Sion (sulla cui ‘verosomiglianza’ qualcuno, gravemente, si interrogava in un libro pubblicato non molti anni fa… ma lasciamo perdere). E lo fa in modo divertente.

Io ed Errico siamo molto diversi. Lui mi prende in giro per il mio (testualmente) ‘spara-spara’, io perchè è un tipo serio. Serio, però, non significa serioso: sempre Errico è stato protagonista di uno dei finali di campagna di gioco di ruolo più belli che io abbia mai visto. Ecco, in Sarà Vero riesce ad essere molto serio e per niente serioso: ti racconta storie vere di cose false e te le fa mandare giù leggere come l’acqua. Scrivere così è _difficilissimo_. Richiede cuore, richiede tecnica. E umiltà.

A scrivere un saggio dotto sono bravi tutti – soprattutto se sono il tipo di persone che ha CD di opera in macchina (no?). A scrivere un saggio dotto che è anche un page-turner, sono bravi in pochi. Tipo, Errico.

E il bello è che, da un saggio così, si possono trarre molte conclusioni diverse. E molti le stanno traendo.

Quali sono le mie? Oh, è molto semplice: che la Storia non è altro che la forma vincente di Mito. Qualcuno (Licia Troisi, per esempio), sostiene che la potenza di questo libro stia nel sottolineare quanto attenti bisogna stare alle falsità, e al mantenere la distanza tra immaginario e reale. Posizione degnissima, ovviamente, ma non è la mia. La mia è, semmai, opposta.

Ogni distinzione tra immaginario e reale è puramente ideologica. E’ frutto di una posizione precisa nel tempo, nello spazio, di una biografia. Il libro di Errico mostra quanto i confini siano permeabili. E, certo, questa permeabilità è pericolosissima. Ma _è_. Provare a farne a meno è ancora più pericoloso, perchè vuol dire imporre una realtà, vuol dire imporre una razionalità. Decidere che l’agopuntura ‘non può’ funzionare, e quindi rinunciare a una cosa che, beh, a volte funziona. (a volte. come tutto).

La gente che credeva ai Protocolli li considerava del tutto reali, e reali erano a tutti gli effetti pratici. Come facciamo, noi, a pretendere di sapere che le cose in cui _noi_ crediamo non lo siano?

Io non credo che il punto sia distinguere tra Mito e Storia. Io credo che il punto sia che tutto è Mito  – e quindi tanto vale scegliere quello che ci piace di più, quello che ci sembra (anche, certo, perchè no) eticamente migliore. Per noi. Per il nostro tempo. Ecco: la Realtà è questione di scelte, non di imposizioni.

Forse.

Provate a leggere Sarà Vero in questa chiave, e troverete più argomentazioni di quante io possa darne qui.

Poi provate a leggerlo nella chiave che ne dà Licia Troisi… e troverete più argomentazioni di quante lei potesse darne sul suo blog.

E questo, a sua volta, ci dice qualcosa sulla realtà. E sul libro di Errico.

Scegliete, fate il vostro gioco: ad ogni modo questo è un libro da leggere.

Vero o no che sia.

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5 responses to “Sarà Vero

  • licia

    beh, qualcuno ha detto che i romanzi sono macchine generatrici di interpretazioni: io dico che tutti i buoni libri lo sono, anzi, devono esserlo. Specie quelli che ti aprono la mente come Sarà Vero.

  • Valberici

    Ho letto “Darker than you think” di Williamson da bambino, ovviamente tradotto in italiano.
    Beh, devo dire che ci ho creduto, ero convinto che esistesse un’ altra razza umana…e ancora adesso non sono del tutto sicuro che non ci sia davvero.
    Se sognassi di trasformarmi in un lupo chi potrebbe mai convincermi dell’irrealtà del mio sogno. Se il mio “credere” fosse sufficientemente forte allora il mio sogno sarebbe reale e chi mi dice il contrario farebbe parte di un sogno.

    p.s.: metto il libro nel carrello 🙂

  • francescodimitri

    Licia: esattamente.

    Val: mi citi Darker than you think… prima o poi noi due dovremo davvero farci una chiacchierata, davanti a una bottiglia di Rimedio Universale. E vedrai che il libro di Errico sarà un ‘blast’ di quelli forti.

  • Giovanni Padrenostro

    Ti ho scoperto da poco tempo. Leggendo i tuoi post non posso che dirti che farai strada. Sei in gamba.
    Ti faccio i miei complimenti per Pan.
    Attendo Alice.
    Intanto mi gusto questo libro.

    Grazie per la segnalazione.

  • francescodimitri

    Grazie, Giovanni! E vedrai che Buonanno non ti deluderà…

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