Nova

Sull’inserto Nova del Sole 24 ore di oggi dico la mia sugli ebook.

Se la cosa vi interessa…

[Addenda]

Ho letto l’articolo e l’ho trovato molto bello: varie voci che dicono cose diverse.

Faccio solo due commenti.

Il primo: quando dico che adesso ai libri diventa possibile accedere come a un servizio, mi riferisco non solo ai reader dedicati, ma anche alle varie applicazioni connesse. Chi è interessato ai dettagli può leggere qui.

Il secondo: Nicola Lagioia. Forse è stato limitato dalla brevità del formato-articolo, ma quello che dice mi pare un chiaro segno dei problemi che stanno avendo gli operatori del settore (soprattutto italiani) a capire cosa è un ebook. Tanto per cominciare dice che ‘più della Recherche di Proust è difficile scrivere. E l’hanno scritta sulla carta e per la carta’.

Chiamare in campo Proust parlando di ebook è dire, in modo senza dubbio più elaborato, ‘i bei tempi di una volta!’. Il tipo di formato narrativo dentro cui Proust lavora è un formato nato con e per la carta. E, tra parentesi, se hai un reader, sai che la Recherche su ebook reader si legge molto bene.

Però altri formati narrativi possono nascere, e non ha senso dire che ‘di più non si può fare’. Ha fatto di più Proust o Tolkien? E’ più forte Hulk o La Cosa? E’ più bello Maus o Se questo è un uomo?

Parlando di formati. Lagioia prosegue dicendo che si può pensare ad aggiungere elementi multimediali a un ebook, ma questo sarebbe un impoverimento del testo scritto. Ora, io non parlerei di impoverimento, ma sulla sostanza sono d’accordo: non è l’inserimento di multimedia, il bello degli ebook.

Epperò: chi ha mai detto che lo sia? Lagioia prima decide che negli ebook si mettono animazioni, e poi decide che metterle non va bene. Tutto da solo.

Intendiamoci: non uso faccine, ma sono serio a metà. Pensieri simili a quelli di Lagioia li fanno tutti, prima di giocare un po’ con un vero reader e capire che cosa fa e cosa no. Trovo problematico, semmai, che lui (come tanti altri), facendo questo lavoro, con un reader non abbia mai giocato (o così pare a me).

La mia non vuole essere una polemica. Punti di vista diversi, è il bello del mondo.

Quello che voglio dire è: invece di pensare a quanto è bello Proust, occorre che in editoria ci diamo tutti una svegliata in fretta. In fretta nel senso di mesi, non di anni. E capire che c’è un tempo nuovo che già batte alle porte. Altrimenti questo tempo ci travolgerà.

E sapete cosa? Ce lo saremo meritati.

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5 responses to “Nova

  • Vincenzo

    Ho letto con estremo interesse il suo pensiero sul futuro dei libri / vorrei aggiungere
    qualche considerazione sulla LETTURA in genere / possiamo farlo via mail ? Mi occupo di brevetti / sono un ricercatore memetico / grazie

  • francescodimitri

    Assolutamente si! Se vai sull’ ‘about’ di questo blog, trovi il mio indirizzo.

  • Giovanni Padrenostro

    Sono d’accordo con te Francesco. Ho la sensazione che la maggior parte dei lettori siano attaccati all’oggetto libro in modo viscerale. Sto maturando l’idea che l’autore e la sua storia siano quasi considerati come appendici, protuberanze, tumori, e che il corpo primario sia l’oggetto/formato. Si fanno lotte per legittimare il valore di un supporto rispetto ad un altro. Da aspirante scrittore mi domando: Cosa stiamo difendendo la storia, un oggetto rispetto ad una altro o un sogno tipografico?
    Il libro è importante per uno scrittore ma non è l’unico supporto con il quale il lettore può usufruire del servizio.
    Sarebbe ora di cercare nuove strade e di abbinarle con quelle vecchie.
    Vedi Wu Ming, per esempio.

    Scusa se sono stato troppo prolisso.

  • francescodimitri

    Giovanni: in Italia è così. C’è un pubblico di pseudo-lettori, che spesso sono i più vocali nel difendere il Valore Kulturale Della Lettura, che compra libri come arredo. Che cita solo autori famosi (mescolati ad almeno un paio di ‘chi-se-li-incula’ de rigouer) per far annuire gli amici. Ora. Questa gente ha fatto molto male al mercato editoriale italiano. Questa gente comprerà in massa l’iPad. Per poi vederci video su Youtube, ma mostrando agli amici, in una scintillante veste grafica, tutto il Thomas Mann che ha messo in memoria.

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