Google

La condanna ai dirigenti di Google è uno dei peggiori capitoli della Storia italiana di sempre.

Qui ne trovate un’esposizione (più o meno – su alcune cose sarei più netto) condivisibile. Sto affogando nei vari progetti e non ho tempo per aggiungere molto altro.

Una nota emotiva, però, sì. L’Italia è un Paese liberticida.

E’ uno dei motivi per cui me ne sono andato: è un Paese che sta perdendo le sue libertà civili, una alla volta, e molte le ha già perse. E’ un Paese in cui davvero si insulta (o arresta) gente perchè indossa pentagrammi rovesciati. E’ un Paese in cui si consente ai religiosi di decidere la politica. E’ un Paese in cui ti chiedono di identificarti perfino per accedere a Internet – in cui intanto sei un criminale, poi, forse, si vede. E’ un Paese in cui condannano la gente perchè scopa. E’ un Paese che quando vede le soluzioni cinesi ai problemi (concreti, certo) posti da Internet, pensa ‘perchè no’.

Questa sentenza è terribile. E’ una sentenza che parla di controllo preventivo, è una sentenza che parla di responsabilità personale per contenuti non propri, è una sentenza che non tiene conto nè delle più elementari libertà dell’essere umano (non costituzionali – naturali) nè del mero dato tecnologico (perchè l’unica alternativa sensata è chiudere i motori di ricerca – o sapere che, se ci lavori, ti possono sbattere in cella da un momento all’altro).

L’Italia è un Paese in guerra. Una guerra senza pistole (per ora) senza bombe (per ora), ma in cui la violenza fatta all’individuo, ai diritti del singolo, è diventata tanto comune da essere invisibile.

Questo è inaccettabile.

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6 responses to “Google

  • ilgiovannidellepaludi

    Condivido e sottoscrivo in pieno.
    Questo è un paese morto e defunto e le sue istituzioni – politici e giudici in testa – ne sono triste emblema.

  • d.f.Lycas

    L’Italia è un paese vecchio, fatto da vecchi, per i vecchi. Vecchie istituzioni, vecchie lobbi, vecchi poteri. I vecchi hanno paura delle novità, del cambiamento, del futuro. Non lo conoscono e non vogliono conoscerlo. Restano nell’ignoranza perché è più calda e confortante.
    Ho sentito dire in TV che Google può essere paragonato a un editore. Ecco, questo è il culmine dell’ignoranza. Come puoi discutere con chi non sa nemmeno di cosa sta parlando? E’ inutile, è una battaglia persa in partenza.
    Condivido in pieno le tue parole, e non ti biasimo per essertene andato. Però è un peccato. Se tutti quelli con un po’ di sale in zucca mollano i remi e scendono dalla barca, non si va più da nessuna parte. Restiamo fermi, immobili, aspettando di bruciare sotto il sole rovente dell’avvenire.

  • Ben

    nota cinica E confortante: paese vecchio per i vecchi, è vero. Ma, come dicono a Roma, proprio perché vecchi.. “hanno da morì”. Sperià di non morire noi prima, di inedia o scartavetramento di bulbi piliferi in zona riproduttiva.

  • francescodimitri

    Io ho la sensazione che il problema sia più nella nostra generazione (e attigue) che in quelle passate. Abbiamo buttato nel cesso l’idea che se sei libero, lo sei prima di tutto come persona, individuo, e poi tutto il resto. Poi ci sono le chiacchiere teoriche, le stronzate sulle mega-corporation le fusion e compagnia cianciando. In pratica qui hanno sbattuto dentro delle persone per contenuti non prodotti da loro, non pubblicati da loro, non promossi da loro, sull’onda emotiva di un fatto (certamente) a sua volta atroce, e che chiama alla necessità di una riflessione.
    E questo è fascismo, comunque lo si voglia girare, da qualsiasi parte la si voglia vedere. Fascismo che ha sempre agiro nell’interesse di pubblica moralità e rispetto di Sani Valori. Ecco: questo, per quanto mi riguarda, è il nemico. E non uno con cui si tratta. Sto cadendo nella stessa trappola? Forse. Ma ho la sensazione che in quel meraviglioso Paese dal ventre molle che è l’Italia, un Paese che nonostante tutto amo, non ci si sia resi conto fino in fondo di che cosa, di fatto, è successo.

  • ilgiovannidellepaludi

    non lo volevo dire, però, secondo me, la pancia è troppo piena e un po’ di fame non farebbe male

  • Strega

    Amen. Il post mi ricorda le parole di Licio Gelli (o chi per lui, ora non ricordo) sul colpo di stato: il migliore è quello lento, quello senza marce e stragi varie, ma prendendosi piano piano tutto quello che si vuole.
    Difatti penso che, ora come ora, l’Italia sia una dittatura costituzionale. Costituzionale per modo di dire; la condanna ai dirigenti di Google, il Rototom Sunsplash che se ne va dall’Italia per via della Fini-Giovanardi, la legge antiomofobia respinta, e via dicendo.
    Ti invidio per essertene andato dall’Italia, in qualsiasi posto tu stia.

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