Il sentiero di legno e sangue

[Questa è l’introduzione che ho scritto per il nuovo libro di Luca Tarenzi, Il Sentiero di Legno e Sangue, appunto. Che è davvero un bel libro, scritto da uno che parla poco in Rete e molto dal vivo. E allora un paio di parole per lui, in Rete, le spendo io.]

Non mi piace Pinocchio. Con tutta la sua visionarietà, con tutta la sua potenza da fiaba nera, lo trovo un libro conservatore nel peggior senso della parola: obbedisci, ragazzo, sembra dire, e vedrai che prima o poi riuscirai a integrarti nella società. Io non ho mai voluto obbedire, e non ho mai voluto integrarmi. Gusti personali, nient’altro – ma, appunto, Pinocchio non parla ai miei.

D’altro canto ho sempre amato il fantastico perché è letteratura (o cinema, o fumetto, o gioco) d’evasione. E qui devo seguire il signor Tolkien nel dire che l’evasione in sé non è un male, anzi.

La società in cui viviamo ha tanti pregi (sì, lo so, la vita media si è allungata) e altrettanti difetti. Sotto una crosta liberale nasconde meccanismi violenti che storpiano la nostra immaginazione fin da bambini, come in Cina facevano con i piedi delle donne. Pretendono di insegnarti in cosa è bene credere e in cosa no, quando, come, e perché. Pretendono di insegnarti, in nome di un idolo a volte chiamato ‘scienza’ e altre ‘religione’, la Verità Ultima Sul Mondo.

C’è un mondo intero, là fuori, che costruisce sbarre per te. E il fantastico ti permette di piegarle. Di creare e visitare altri mondi, di viaggiare altrove. Di evadere, appunto, dalla prigione di cemento e cravatte e acconciature e buone maniere in cui viviamo ogni giorno, tutti i giorni. Tu forse non puoi mandare affanculo il tuo capo, ma Conan può, con un gesto possente, falciare il suo nemico. Soltanto un palliativo? Per niente. Perché Conan è dentro di te, Conan sei tu. Ecco perché il fantastico fa paura.

Perché risveglia i barbari.

In un Paese spaventato e perbenista come l’Italia, è più comodo per tutti se leggiamo soltanto storie di adolescenti che scoprono il sesso, o di precari che scoprono la telefonia. Cronache minute di un mondo dato per scontato. Ecco perché chi scrive fantastico deve combattere con le unghie e con i denti per ottenere quella visibilità che altri scrittori si vedono piovere addosso. E quanto al rispetto? No, grazie. Il fantastico vuole rovesciare il tavolo. Non vuole essere rispettato, non vuole obbedire, non vuole integrarsi. Non vuole essere Pinocchio.

Il libro che avete tra le mani parte da Pinocchio ma, beh, è fantastico nel senso che sto dando alla parola. Perché  è un libro selvaggio. È un libro discordiano e anarchico, in cui il nesso di immaginazione e volontà diventa, come nella magia, potere allo stato puro.

Potere, potenzialità. Oh, intendiamoci: Il Sentiero non è un manifesto. È narrativa, intrattenimento, senza pretesa di essere altro. Ma altro non serve che sia, perché non c’è niente di più nobile, niente di più potente, dell’intrattenimento. La vita è un gigantesco intrattenimento tra nascita e morte, dopotutto.

Tra combattimenti e riflessioni, tra mostri assurdi e viaggi allucinanti, il Sentiero vi farà evadere. Vi mostrerà dove arriva l’immaginazione quando si scatena, vi porterà sull’orlo di un burrone altissimo e poi vi spingerà giù. E mentre cadete, troverete da ridere.

Il Sentiero risveglia i barbari. Gli stessi barbari che il Pinocchio originale metteva a dormire, rimboccando le coperte.

Che altro serve?

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11 responses to “Il sentiero di legno e sangue

  • Blakie

    Ho letto “il Sentiero di Legno e Sangue” e l’ho trovato davvero bello, una piacevolissima lettura.
    Ora si passa ad Alice 😉

  • DanielTravis

    “[…] storie di adolescenti che scoprono il sesso, o di precari che scoprono la telefonia. ” Con questa frase, varrebbe già la pena di comprarsi l’introduzione da sola. Ma comunque. Il libro l’avevo già notato al Salone a Torino (solo per la copertina, e alla fine per esaurimento fondi non lo avevo neppure preso in mano), poi l’ho rivisto in un bellissimo paesino strambo vicino a dove abito io e ho notato che l’introduzione era tua. Non potevo più ignorare i segni, così mi sono preso il “Sentiero” e me lo sono divorato. E non mi sono pentito per niente dell’acquisto. Oltre a essere avvincente, divertente e ad avere immagini molto potenti in certi punti, se uno vuole può rifletterci un bel po’ sopra.
    E poi, via, hail Eris.

  • Ludovico

    Appena un po’ di soldi entreranno nelle mie tasche, corro a prenderlo. E io già che macchinavo di mettere via un po’ di soldi per qualcosa più in là, ma invece li spenderò tutti in libri xD

  • Vocedelsilenzio

    Il Sentiero l’ho già letto da un po’, appena dopo Torino, e l’ho trovato davvero un ottimo libro. Lo consiglio caldamente.

  • giulia

    Bene, mi piacciono i libri che risvegliano il barbaro che è in me (non che io sia una contessina).
    L’ho comprato a Torino, a breve inizio il viaggio lungo il Sentiero.

  • arianna

    io ho appena perso la sfida per averne uno firmato a modena… 😦

  • G.L.

    Francesco, i barbari hanno vinto. Sono ovunque e si sono pure stancati di pisciare sul Senato. Il mondo è pieno di barbari che marciano al passo d’oca. Preferisco quelli che il Senato cercano di costruirlo, sbagliando magari, ma almeno se marciano, lo fanno per un motivo. Nella Realtà 1.0, quella in cui il datore di lavoro la testa la fa perdere a te, e senza spadone.

  • francescodimitri

    Trovo ora il tempo di rispondere… sorry a tutti, ma è davvero pochissimo, ultimamente.
    GL: i barbari hanno perso. Hanno vinto i perbenisti, hanno vinto le brave persone. A volte si travestono, ma sotto la pelle, il pallidume rosa si vede sempre. E a me fa schifo.

  • francescodimitri

    [partito l’invio troppo presto]
    I barbari vivono, non discutono. In Italia si discute, si parla, ma vivere? Poco. O questo è quanto pare a me.

  • Emmathedreamer

    ho letto la trama. dev’essere proprio un bel libro. Ho già speso un sacco di soldi per libri ultimamente…. ma lo comprerò di sicuro!! Se fosse per me i soldi li spenderei solo in questo, libri.( e poi penso che contando tutte le monetine che mi rimangono nel portafogli riuscirò a ad arrivare al giusto costo del libro).
    Il barbaro che è in me vuole uscire (anche se già di mio non una perfettina con la puzza sotto il naso!) e VIVERE!

  • L’angolo del cacciatore di libri « La torre di Tanabrus

    […] che ha già cominciato a giocare col digitale!) e ho scoperto che era stato segnalato anche da Francesco Dimitri. Visto che l’ultimo libro che ho letto e che era segnalato da Dimitri mi è piaciuto […]

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