Glastonbury 101

Ho passato due giorni a Glastonbury – una sorta di enclave occultista/fricchettona, immersa nella meravigliosa campagna del Somerset, in cui bevi sidro locale, e in genere finisci fuori dal mainstream. Ero lì per affari (non miei; vi racconterò), ma in un posto del genere affari e piacere si mescolano per forza di cose.

Siccome Glastonbury mi piace molto, e ci vado ogni volta che posso, ho pensato: diamo qualche consiglio a chi volesse farlo. Che fare, cosa vedere, dove stare?

Se c’è una cosa che non potete non fare, è scalare il Tor, la collina che sovrasta la città. E’ uno dei posti più magici al mondo – ci sono fate, avvistamenti UFO, rovine cristiane, tutto. E come se non bastasse, si gode una vista strappacuore su campagna a perdita d’occhio. Nelle giornate di vento, lassù, anche i corvi volano storti, quindi andate preparati a un sacco di vento.

Vi consiglio di andarci camminando. C’è un servizio navetta che vi porta ai piedi della collina, ma chissenefrega, è davvero vicina. Fate così: percorrete l’High Street fino alla fine, poi girate a destra e andate dritti. A un certo punto la strada finisce e cominciano i campi. Seguite i sentieri (sono ben segnalati) e non potrete sbagliare. Occhio: la scalata non è difficile (ci sono degli scalini), ma è _ripidissima_ e faticosa.

Cos’altro? Il Chalice Well. E’ un giardino meraviglioso con un’acqua (potabile e gelida) che si dice abbia proprietà curative, forse magiche, forse chimiche, forse tutt’e due. Ha un sapore stranissimo, ferroso: sa di sangue. Provatela.

E poi la terza grande attrazione locale, la Glastonbury Abbey, dove si dice sia sepolto Re Artù in persona (mica cazzi). Sono i resti di quello che forse è il più antico insediamento cristiano d’Inghilterra, e, beh, vale la pena vederlo. Anche qui, giardini a non finire.

Non vi starò a raccontare le centinaia (letteralmente) di leggende attorno a Glastonbury – basta googlare e ne trovate. Però un paio di dritte più pratiche ve le passo.

Primo. Dovete visitare Star Child. Punto. Dovete. Andare a Glastonbury e non passare da là è come venire a Londra senza andare a Covent Garden. E’ il produttore d’incensi, forse, più famoso al mondo, e più usato da maghi e quant’altro. Fa incensi e non solo – trovate anche olii da massaggio e bagno, essenze, erbe (legali) da fumare, thè erboristici, ceramiche. Ed è tutto di qualità strepitosa. Il negozio in sè sembra uscito da Harry Potter – ma sta là da molto più tempo.

Poi. Se cercate libri, fate un giro allo Speaking Tree: ci trovate cose nuove a prezzi ridicoli. Tipo, 5 pound per The Vision and The Voice di Crowley, nuovo di pacca? Tipo. Quasi di fronte c’è Courtyard Books, anche molto buono. Ci sono poi vari negozi di cose legate alla magia: un tempo il Magick Box (non so se quello di Buffy venga prima o dopo…) era il migliore, stavolta l’ho trovato un po’ in tono minore (la crisi si sente anche là e non scherzo). Ma girateli tutti, che ne vale la pena: oscillano tra l’interessante e il kitsch, ed è questo a renderli tanto divertenti.

Poi ci sono i caffè. Il più bello è il Blue Note, con delle sedie all’aperto accanto a Starchild. L’ingresso principale è sulla High Street, non potete sbagliare. Occhio: è vegetariano, quindi non ci trovate bacon. Ma ci trovate cibo delizioso.

Altro posto molto bello (e buono, anche se forse lievemente meno) è il Rainbow’s End Cafè. Anche questo è vegetariano, e anche a questo si accede dall’High Street. Ma non fate l’errore di restare dentro: continuate fino in fondo e andate in cortile. E mangerete in un posto meraviglioso.

Se invece volete roba più carnosa, il mio consiglio è il Mocha Berry Cafè, nella piazza da cui comincia l’High Street. Fanno un breakfast strepitoso, con fagioli, uova, pomodori, bacon, funghi porcini e una salsiccia in grado di risvegliare i morti meglio del Necronomicon.

E poi non potete, dico, non potete, farvi mancare una cena al George & Pilgrims (sempre sull’High Street, oh, yes), che sta là dal Medio Evo ed è un pezzo di storia di per sè. Avete presente quei posti che si dannano l’anima per darsi un look antico? Ecco, il George & Pilgrims non deve dannarsi niente.

Tenete conto che il Somerset è famoso per le mele, quindi: chiedete succo di mela locale, e vedrete che roba.

Una lista lungi dall’essere esaustiva. Manca una descrizione di un bel negozio di mobili indiani, manca un commento su altri pub degni di nota, manca un’osservazione sociologica su come il movimento hippy abbia dato vita a cose diverse come la New Age e…altro, manca un riferimento a… ma direi che per ora basta, o scrivo un trattato.

Me ne torno al lavoro che è meglio.

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12 responses to “Glastonbury 101

  • DanielTravis

    Mavaldiavolo, che io dovevo andarci quest’estate a Glastonbury (non sai che testa ho fatto a _tutti_ i miei amici con il “Dobbiamo andarci, dai, cioè, guarda”). Poi casini, soldi, tempo eccetera, ho rimandato alle prime vacanze dalle lezioni universitarie che mi capitano. E anche a quelle dopo. E da quanto leggo qui, probabilmente anche a molte a venire.
    Intanto, grazie per l’assaggio di guida turistica. La sfrutterò prima possibile.

  • Francesco

    Mi hai messo addosso una scimmia… non posso leggere il tuo blog e poi passare un’ora a fantasticare su uno dei tanti viaggi che vorrei fare … anzi, sì…
    a presto
    🙂

  • Emanuele

    Il posto non potevi presentarlo meglio e me lo sono già segnato, con relativi annessi e connessi citati.
    Non ho capito però gli hippy che ci azzeccano, anzi, quanto ci azzeccano.

  • tanabrus

    Mi è venuta una voglia incredibile di volare in Inghilterra…
    quando ce la farò a venirci in vacanza, passerò anche da qui, grazie della guida turistica 😀

  • Lorenzo

    Approfitto per ringraziarti, Francesco. Ho visitato Glastobury per curiosità, dopo aver letto un tuo vecchio post a riguardo. Mitologia pura, e credo che il signor Giles si sentirebbe a casa al Magic Box…

  • Lidia Perfinta

    Cavoli, qui si ha voglia di partire subito appena finita l’ultima riga del post… Dannato Francesco!

  • Andrea

    E tu lo chiami lavoro! Tzè… 😉

  • Ludovico

    E fu così che aumentò la mia voglia di andare in Inghilterra. Quando, prima o poi, ce la farò, sarà un bel posto da visitare 😀 Grazie dell’informazione!

  • iami_

    Ecco, noi adesso andiamo a registrare un pò di rumori un fine settimanada quelle parti. E per alloggiare? – Grazie del consiglio 🙂

  • francescodimitri

    Daniel: vale la pena, credimi.

    Francesco: quando non si può viaggiare con il corpo, usare la mente è the next best thing…

    Emanuele: tra gli hippy c’era molto, molto interesse per l’occultismo e alcune forme di neopaganesimo. Magari ci faccio un post.

    Tanabrus: vedrai che roba…

    Lorenzo: lo credo anch’io.

    Lidia: sono dannato, lo so, lo so…

    Andrea: ehm…

    Ludovico: è un piacere.

    Iami: per alloggiare, se il budget è ridotto, consiglio il Backpackers che c’è proprio al centro del paese, di fronte al Mocha Berry Cafè. Un onesto ostello. Se avete un minimo di budget in più, un B&B che si chiama No.1 Park Terrace, ben posizionato, bellissime camere, gente gentile, buon breakfast.

    • iami_

      il budget non è ridottissimo. in pratica vorremmo arrivare armati di due laptops, mixer dove collegare i portatili, due cuffie in modo da non far crollare il posto e dar troppo fastidio, fare il pieno di cyder e chalice well e chiuderci un paio di giorni in una camera. dici che al B&B è possibile?

      grazie:)

    • francescodimitri

      Iami, non credo dovreste avere problemi. Ma potere provare anche il George & Pilgrims…

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