Nani

Una mia amica mi ha aperto un mondo segreto: quello dei nani da festa.

Non scherzo. Date un’occhiata qui e qui, dove potrete trovare nani per party, ritrovi e ricevimenti. Travestiti da oompa loompa, Elvis Presley, quello-che-vi-pare.

Atroce?

Non ne sarei così sicuro.

La storiografia recente ha molto rivalutato Barnum e i freakshow in generale – un ‘fenomeno da baraccone’ poteva guadagnare gran bei soldi, e più di uno è finito in pensione in gran belle ville di sua proprietà, laddove l’alternativa era passare la vita in un lercio ospedale vittoriano o qualcosa di simile.

E sono un grande sostenitore della prostituzione libera: se una persona adulta vuole guadagnare facendo sesso, deve avere non solo il diritto, ma la possibilità concreta di farlo. Case aperte, pubblicità libera, eccetera. Voglio dire, permettono a certa gente di scrivere libri…

I nani ‘for hire’ sono un po’ tutt’e due queste cose. Assumerne uno costa moltissimo – a quanto mi dicono, una tariffa ‘bassa’ parte dai 3,000 pound per notte. Ripeto: c’è gente che scrive libri di cacca per molto meno. C’è gente che si mette in ridicolo sul proprio blog gratis, perfino.

Dopo i miei cinque minuti di indignazione medio borghese, ho dovuto fare i patti con una cosa. Io non assumerei mai un nano per travestirlo da Brontolo a una festa, perchè, sinceramente, non mi farebbe ridere. Se tutti la pensassero come me…

…quel nano non guadagnerebbe 3,000 pound a notte.

Siamo tutti brave persone, mh?

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9 responses to “Nani

  • Ema

    …ficcante.
    E da riflettere.
    E’ più o meno il principio del perché il calciatore prende 8 miliardi l’anno e il minatore, che si fa un culo molto più grosso, no. Dipende tutto dai soldi che smuovi. Il che a sua volta si foraggia sui gusti della gente. Che quasi sempre non hanno correlazione alcuna con le necessità “concrete”, ma questo è un discorso ancora più complesso (il bisogno di arte, che sia musica o letteratura o quel che vuoi, è un bisogno concreto? e quello di sesso?).
    Detto questo, un nano che fa il giullare ad una festa mi sembra semplicemente di cattivo gusto. Se c’è chi lo trova simpatico, liberissimo, ma non vorrei essere suo amico. Che poi intendiamoci: se il nano fosse un bravo comico, o un bravo prestigiatore, o un bravo acrobata, sarebbe un discorso diverso: ma non lo trovo “divertente” per via della sua “nanità”. E non perché sia moralista.

    Però te ne lancio un’altra, per fare l’avvocato del diavolo. E’ vero che ognuno è libero di fare ciò che vuole del suo corpo e del suo cervello. Ma non è forse vero (Perry Mason mode) che sono certi degenerandi pruriti dell’Uomo a insinuare la degradazione nei suoi simili più sfortunati, magari fiaccati dalla depressione e deboli nel volere e nell’orgoglio?
    Girando la frittata: sarà mica che io accetto di guadagnare facendo una cosa obiettivamente degradante perché i miei simili sono dei bastardi perversi e ne creano i presupposti? E’ la domanda che genera l’offerta…

  • Ema

    …mi sono accorto che ho detto la stessa cosa che hai detto tu nelle ultime due righe.

  • GioCar

    Beh il nano da festa in fondo strutta solo una delle sue caratteristiche (ne’ negative ne’ positive, di per se’) per campare. Si umilia per questo? E’ sfruttato? No, se ha potuto scegliere. Il paragone con la prostituzione è calzante. Non c’è niente di male nel vendere servizi sessuali. Se però lo fai perchè qualcuno ti sta obbligando a farlo e magari non ti retribuisce adeguatamente, se lo fai perché non hai alternative allora sì che c’è molto di male…

    Ma ripensandoci, quanti sono quelli che possono permettersi di scegliere il lavoro, nani o meno?

  • Ema

    @GioCar “Si umilia per questo? E’ sfruttato? No, se ha potuto scegliere”

    No alla seconda, sì alla prima. Se il tuo lavoro consiste nello sfruttare una tua minorazione fisica (è bruttissimo dirlo, ma di questo si tratta) per sollazzare la gente, certo che ti umili. Magari ci convivi, ma non credo sia una passeggiata per nessuno. Equivale allo sfruttare una propria “maggiorazione”, passatemi il termine, ad esempio la propria bellezza? Forse sì per chi ne trae piacere, ossia per chi guarda e gradisce. Sicuramente no per chi si mette in mostra, direi, anche se qui occorre distinguere da caso a caso e non vorrei impelagarmi nel discorso “smercio di carne all’ingrosso” se no non ne usciamo più davvero 🙂

  • Thomas

    Mhmm il discorso è davvero complesso.
    Di sicuro non trovo divertente il fatto del nano travestito, non mi fa ridere, manca completamente ciò che mi conduce al buonumore.
    Certo però, se volessi fare una festa ‘alternativa’ basata su Twin Peaks magari un pensierino ce lo farei anche. Daltronde ingaggiare un nano in quanto nano a una festa non è poi così diverso che ingaggiare un nano in quanto nano per una serie televisiva o per un film dove, per l’appunto, occorra un nano.
    In questo frangente non trovo che il nano sia tanto diverso dal nero/asiatico/sudamericano/o minoranza etnica di sorta, ormai sempre presente in qualsivoglia produzione a favore del politicamente corretto.
    Non è poi tanto diverso dalla miss di turno che, con un’espressione ebete sul volto, dichiare che il suo sogno più grande sia la pace nel mondo e non trovarsi fra le gambe un calciatore.
    Forse è leggermente OT ma leggendo questo post mi è balzata in mente una classica scena: sono al pub a bermi il mio canonico birrozzo, stuzzicando una pizza con la salciccia che aveva sicuramente visto giorni migliori. Entrano una donna e due bambini, sono zingari, chiedono da mangiare e da bere che – gentilmente – l’omino dietro al bancone serve loro. Ringraziano e se ne vanno.
    La mia domanda ora è questa: se io entrassi in un pub e dichiarassi di avere sete e fame, quante persone mi darebbero da bere e da mangiare?
    Pochissime direi…e il problema è questo, perché la zingarella coi bimbi fa pena, perché si è più propensi a fare l’elemosina al povero vecchietto, piuttosto che a un povero più giovane.
    Non facciamo (se la facciamo) l’elemosina perché questo è un poveraccio e magari ha fame, la facciamo solo quando l’immagine fa scattare quei meccanismi che la società ci ha inserito dentro come stringhe di programmazione che scattano a forza.
    Metti in televisione un ragazzo ritardato o un disabile di qualsivoglia natura e scattano subito i lacrimoni di commozione.
    In maniera più estesa, questi nani sfruttano semplicemente la pesantezza buonista e morale di questa società e fanno bene, cazzo!
    Perché se qualcuna di quelle persone che si iscrivono a ‘Salva la dolce fochina’ su Facebook (standosene comodamente seduti a casa, eh) vogliono un nano alla festa, perché li fa divertire, è giusto che queste persone vengano pelate di 3000 Pound.
    Cosa ci trovino poi di divertente è tutto un altro discorso, io non lo capisco ma non capisco nemmeno cosa la gente ci trovi nel propugnare moralismo e nel trasudare perbenismo, solo per poi comportarsi come le peggio creature che infestano questo pianeta.

  • Davide

    Certo, se tutto è mercificabile, perchè il proprio corpo e la propria dignità non dovrebbero avere un prezzo? Io non contesto la libertà individuale di un adulto, ognuno può fare ciò che gli pare se non rompe le scatole al prossimo. Quello che contesto è l’aberrante paradigma culturale di cui prostitute e nani da festa sono figli, la deriva consumista che subordina la libertà individuale alla rendita. Anzi, finisce col far diventare la libertà un prodotto.
    Il tuo post mi ha spiazzato, lo ammetto, nell’immediato ti ho dato ragione, ma ripensandoci a posteriori ci ho visto un articolo rassegnato allo stato delle cose.

    Oddio, non mi facevo così moralista.
    Cazzo (nel senso dell’esclamazione, non è l’autore del commento).

  • andrea barbieri

    Allora Francesco, la vedo così.
    Prima di tutto sono per la violenza fisica contro il conculcamento dei diritti. Dato che una persona ha diritto – a meno che non rinunci consapevolemente – a non essere identificata come “nano”, vedrei bene che coloro che tu chiami “nani” ti maciullassero lo scroto con un minipimer. Lo so è dura da immaginare, sangue e brandelli di carne ovunque, ma soprattutto: chi si azzarderebbe più a usare il minipimer…
    Toccherebbe ricomprarlo. Ma certamente non chiameresti più “nano” una persona che è esattamente come te quanto ad appartenenza alla specie umana, diritti e dignità.

    Poi, svolgendo il tuo ragionamento – a proposito, tampona l’emorragia altrimenti non riuscirai a seguirmi per molto – dicevo, svolgendo il tuo ragionamento che il freak show era cosa tutto sommato buona, dovremmo per esempio considerare cosa tutto sommato buona la prostituzione minorile di bambini che non hanno altre alternative lavorative. Oppure potremmo trovare tutto sommato buono che vendano ‘effetti personali’ come un rene, un occhio, eccetera. Direi che non è un buon ragionamento.

    Infine, il moralismo. E’ simpatica questa cosa del non-moralismo, simpatica perché funziona in modo bizzarro: il non-moralismo serve a declassare i diritti degli altri. E allora, se così deve essere, applichiamo anche questo principio fino in fondo. Declassiamo il tuo diritto all’integrità fisica accendendo il minipimer. E se ti lamenti che non è giusto sei solo un ‘moralista’.

    Un saluto, confidando che tu abbia compreso la natura iperbolica della mia argomentazione.

  • francescodimitri

    Andrea, ti rispondo punto per punto.

    Primo, ho l’abitudine (forse in disuso) di chiamare gli enti con il loro nome. Una persona affetta da nanismo è un nano. Non c’è niente di derogatorio, in questo; negare che i nani siano nani, e che quindi vivano tutte le difficoltà del caso, vuol dire pulire la propria coscienza e negare le difficoltà che vivono. Se hai problemi con la parola ‘nano’, se la consideri derogatoria, questo, mi pare, dice più cose su di te che sulla parola in sè.
    Il fatto che tu metta sullo stesso piano esibire se stessi e vendere un rene, poi, mi pare dimostrare un altro punto: patologizzi molto più di quanto faccia io il nanismo, o qualsiasi diversità, perchè equipari la menomazione violenta e una malattia genetica. Quindi, in pratica, quello che le tue parole dicono equivale a: i nani sono persone violentemente menomate che non hanno il diritto di guadagnare migliaia di euro a serata. E tu saresti rispettoso?
    Quanto ai freakshow. Nella storiografia recente sì, sono stati parecchio rivalutati: l’immagine dei freakshow come luoghi di indistinta perdizione è un luogo comune profondamente classista, un po’ come lo è quello del voudoun come religione ‘cattiva’. Attraverso i freakshow molte persone deformi si sono fatte una vita e hanno accumulato una fortuna (spendendo la pensione nelle loro ville di campagna o similari), in un periodo in cui le persone ‘buone’ le avrebbero messe in ospedale o costrette a vivere di elemosina (in età Vittoriana non c’erano molti lavori che due siamesi potessero svolgere, e questo non era certo colpa dei freakshow, che un lavoro lo davano, e anche migliore della media).

    Concludo sul moralismo. L’argomentazione secondo la quale chi accusa gli altri di moralismo lo fa solo per toglier loro il terreno sotto i piedi l’ho sentita molte volte, e mai mi ha convinto. Io ho esposto un’osservazione semplice: un nano che si esibisce in una serata guadagna molto di più di me, e non è detto che la cosa gli faccia schifo. Se qualcuno urla allo scandalo, a tutti gli effetti pratici, sta privando quel nano di migliaia di euro al mese, e non so se lui sarebbe tanto contento di essere ‘aiutato’ così. Se poi ci lamentiamo dell’uso della parola nano, ci stiamo scagliando contro il dizionario stesso.

    A me piacciono le diversità e piace il dizionario, e quindi sì, se qualcuno attacca entrambi in nome di un ideale astratto, gli dò del moralista.

  • soldier

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