Elogio di Max Pezzali

Sono arrivato a Max Pezzali molto tardi. Quando ero un teenager, ero piuttosto snob: ascoltavo Capossela, i Police, Tom Waits, i Guns… non c’era spazio per il ‘puro’ pop nel mio orizzonte. E se non arrivi a uno come Max Pezzali da ragazzo, non ci arrivi più, giusto?

Per fortuna si cresce.

A convertirmi al Culto di Pezzali è stata Paola, appassionata della prima ora. All’inizio lo prendevo come un vezzo – ok, sì, cara, ascolta Pezzali, tanto non c’è niente di male. Viaggio in macchina dopo viaggio in macchina, cd dopo cd, mp3 dopo mp3, ho iniziato a capire che no, non c’era niente di male, ma c’era un mucchio di bene.

E sono finito a un concerto: ascoltare Max Pezzali dal vivo, robe da pazzi, per il me teenager.

Un concerto spettacolare, fatemi aggiungere. Un concerto in cui Pezzali ha cantato per due ore e mezza, introducendo ogni canzone come un cantastorie d’altri tempi, dialogando con il pubblico. E il pubblico! Caldo, appassionato, variegato: mi aspettavo una torma di studentesse delle medie e poco altro, ma non era così. C’era… chiunque. E chiunque cantava e ballava.E io sono tornato a casa divertito come un ciuco ubriaco.

Ora, il punto è: perchè mi piace tanto Max Pezzali?

Perchè è semplice e complesso. E’ l’ultimo neorealista italiano – e per quanto io non ami molto il realismo, il buon Max riesce sempre a dargli una luce soffusa, favolesca, che lo innalza al di sopra della mera cronaca. Racconta un’Italia senza fronzoli: un’Italia provinciale, piena di miti stranieri e sogni ingenui, ma anche, tutto sommato, di belle cose.

E poi è crudele. Ricordate “Te la tiri”? Ascoltate, nell’ultimo album, il suo seguito ideale, “Il tempo vola”, un impietoso ritratto di una bella quarantenne che ha vissuto male e vede già in faccia la morte. Oppure ascoltate “Fai come ti pare”, in cui Max Pezzali diventa quasi crowleyano – e ditemi quanti cantanti italiani riescono a essere tanto semplici e, tutto sommato, tanto audaci.

Trovo che Pezzali abbia molto meno successo di quanto meriti. Dire ‘io ascolto Max Pezzali’ è, in certi ambienti, quasi una vergogna – perchè non va bene, perchè non fa jazz rock, perchè è ‘cheesy’ (ma de che?), eccetera.

Io lo trovo solo un professionista estremamente serio. Uno senza pretese, ma che al tempo stesso mette un impegno assoluto in tutto quello che fa. Negli ambienti culturali italiani, in cui tutti si preoccupano di essere colti, di essere controcorrente, di essere politicamente impegnati, lui prende un microfono, canta, e per un po’ ti fa dimenticare quanto difficile possa essere la vita. Metti la radio a 1000 watt, pigi sull’acceleratore, e via che si va. E scusate se è poco.

Io ascolto Max Pezzali, e ne vado fiero.

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18 responses to “Elogio di Max Pezzali

  • Daniel Travis

    Ho iniziato e smesso di ascoltarlo a dodici-tredici anni, poi ho ascoltato “Come deve andare” e mi sono redento.

    A margine, posso rubarti la frase di Twitter sui neutrini e Superman? Citando l’autore, chiaro. E’ epica.

  • Francesco Cascione

    😀 mettici poi che le canzoni di pezzali hanno un potere rievocativo molto grande.
    La ascoltavo a 18 anni e me le sentivo cucite addosso. Le ascolto oggi e penso con nostalgia al diciottenne che sono stato.

  • Glauco

    Anche io ascolto Pezzali. Preferisco i primi album a quelli attuali, troppo spesso carichi di malinconia… e me la fanno venire la malinconia, perché Hanno ucciso l’uomo Ragno è uscita che partivo per i militari, e nelle missioni in Puglia, e anche in Sicilia, spesso cantavamo “Te la Tiri”, “S’incazza” e altri sul CM, mentre ci muovevamo da un punto di guardia all’altro… che tempi, che musica ^^

  • francescodimitri

    Daniel: prendi pure in allegria!
    Francesco: io a18 anni non lo ascoltavo, eppure mi fa ripensare a quando avevo 18 anni. Pensa te…
    Glauco: militare in Puglia? Mica facile…

  • Marco

    Io l’ho ascoltato dalla primissima “non me la menare”. Avevo 14 anni credo. L?ho seguito niente. Poi, appunto, si cresce e ho cercato anke altre cose. Ma gli “833” e Max Pezzali restano sempre unici!

  • creativamente

    Inutile dire che ti appoggio in pieno. Pezzali, come altri del resto, in musica come nelle altri arti, è capace di prendere le esperienze di vita comune, quelle che tutti noi condividiamo sempre, e raccontarle di nuovo, facendole assurgere all’immortalità dell’arte. L’odore degli arbre magic, le strade di notte con i lampioni, le cubiste del celebrità.

    Max Pezzali è come Andy Warhol.

  • francescodimitri

    Marco: il bello è che io ci sono arrivato proprio crescendo, a Max…
    Giona: sfondi una porta aperta. Peraltro noi (io e te, intendo, non io e Max Pezzali) ci sentiamo molto meno di quanto dovremmo. Muovetevi e veniteci a trovare, dai…

  • Ema

    L’unica cosa su cui concordo è che sia un bravo professionista: lo è indubbiamente. Anche come persona, almeno per quello che appare quando lo intervistano, sembra proprio un “buono”: schivo, assennato, gentile.
    Per tutto il resto ahimé pace all’anima mia. Penso che una pera completa del testo di “Una canzone d’amore” possa disgregare le facoltà intellettive di chiunque, e in generale dal punto di vista musicale (che lo ammetto, per me conta molto più del testo) non si distacca facilmente da un bel collaudato giro di do. (O di sol, o di re: cambia poco).
    Non conosco il Pezzali recente, devo dire. Ho amato “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” quando uscì, anche come sonorità era molto “poco sentito” in Italia e ho sperato in qualcosa di diverso. Poi vabbe’ gli 883 son andati come sono andati.
    Pezzali solista mi è sembrato uno con buone idee ma davvero scarse capacità nel realizzarle, su tutti i fronti. Però ripeto, non piacendomi mi è bastato quello che conoscevo.

  • francescodimitri

    Ema: che non si distacchino dagli stessi giri è vero anche di molti musicisti più blasonati e con molte più pretese. Pezzali fa della semplicità una cifra stilistica. E i testi sono davvero delle gemme da recuperare, secondo me. Se dobbiamo parlare di cose nuove, Ogni estate c’è, per dire, riesce a raccontare le estati di provincia con una dolcezza e al tempo stesso una spietatezza non comuni… e poi, quanti musicisti italiani avrebbero le palle di fare un video come questo:

    …eh?

  • Matteo

    Max Pezzali per me rappresenta uno di quei cantanti che se li becco in radio non solo non cambio stazione, ma canto e a squarciagola pure (dopo aver chiuso i finistrini), tipo che so, Tiziano Ferro, Ramazzotti, Nek, Biagio Antonacci e via dicendo. Ma se mi parli di acquistare un suo CD scoppio a ridere.

  • SyntheticKing

    Max Pezzali è la conferma che Dio c’è.

    e ci odia profondamente.

    probabilmente si è un pò risentito per quella storia con suo figlio, ma sinceramente la crocefissione è infinitamente meglio di un brano di max.

    e lo dice uno che considerava il primo album degli 883 una perla.

  • Roberto Ranaldo

    Mi piaceva moltissimo il primo singolo del 1991…..mi ha – chissà se ingenuamente – colpito il fatto che Max Pezzali abbia suonato ad Atreju….

    http://www.atreju.tv/index.php?page=3

    P.S.: dopo che ti ho mandato quella foto mi si è rotto il cellulare (attuale, ovviamente) e quasi il pc…..devo dedurre che non è stata troppo gradita ;))))?

  • Edfnl

    Anche io ascoltavo gli 883 da piccola, tra i 10 e i 14 anni. Poi scoperto i Pink Floyd e gli Smashing Pumpkins e non c’è stata storia. A risentirlo adesso mi fa tenerezza, mi fa un po’ ridere per il modo in cui cerca di infilare per forza le parole nelle sue strofe stravolgendole e comunque generalmente è un tipo di musica che può davvero andar bene a 12 anni, o quando si ha la testa impegnata su altro, come sottofondo… non c’è molto da ascoltare per me!

  • Roberto Ranaldo

    Trovo inquietante questa locandina, sia per il “target”, che per la grafica (stile Michael Jackson 1991)….che esalta in maniera monolitica Max Pezzali a scapito del “povero” Van de Sfroos che a me fa un pò cagare…..ma è il “principio”…..

  • Maurizio Vicedomini

    Io non ascolto pop, e non ascolto musica italiana. I Pink Floyd sono i miei dei, Jeff Buckley ha la voce più “paradisiaca” che abbia mai sentito e Freddy Mercury è… Freddy Mercury.

    Eppure ascolto gli 883/Pezzali. Si fottano – scusa il termine – tutti quelli che non lo ascoltano perché non è “in”. L’unico gruppo/cantante italiano dagli anni ’90 a oggi che ha reso un gran servigio alla musica italiana 🙂

  • Ciceruacchio

    Max Pezzali tra l’altro in un’ intervista di qualche anno fa ha rinnegato in toto i suoi testi adolescenziali degli anni ’90, manca poco che se ne vergogni addirittura. Io preferisco ricordarlo così:

    http://kra.myblog.it/tag/883

  • Ciceruacchio

    ps: non capisco tutta questa enfasi di chi ricerca, in una melodia, l’audacia tecnica la quale non’è garanzia di bellezza, ma al contrario, potrebbe essere sintomo di stitichezza creativa. Di tutte le canzoni che mi facevano suonare al corso di chitarra della mia pre-adolescenza, ricordo solamente un giro semplice semplice dell’Inno alla gioia, che evidentemente mi è rimasto nel cuore e nella memoria; niente di complesso (eravamo piccoli ed ai primi passi) eppure bello ed efficace! Noto invece che quasi tutti si concentrano sempre sulla difficoltà o meno di un assolo o di un giro melodico per giudicarne la validità estetica o meno, ci si concentrano impegnandosi e pensandoci sopra pur di trovarlo bello. Bè, io preferisco lasciarmi trasportare da una semplice melodia, senza impegno, che mi rilassi e mi rapisca la mente così da poterla assaporare tutta. Molti confondono la semplicità con la banalità, due cose che non’è detto coincidano.

  • Ciceruacchio

    sorry, con “rapisca la mente” non sono stato molto preciso: intendo che me la spenga, me la svuoti.

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