Un trailer tanto per

Vivo in Inghilterra. Uso server inglesi.

Quindi questa cosa qui mi rimbalza del tutto.

E allora ho deciso di pubblicare un trailer, oggi. Uno qualunque. Così, tanto per far vedere cosa si prova a vivere in un Paese più o meno libero…

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8 responses to “Un trailer tanto per

  • Giorgio Anselmi

    Occhio che i tentativi di limitare la libertà sono anche lì… Avevi letto quest’articolo (o uno equivalente)? http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/segnalate-alla-polizia-studenti-depressi-in-uk-fa-discutere-lordine-antiterrorismo-alle-universita/159257/
    Poi chiaro, probabilmente non verrà messo in atto, mentre da noi lo farebbero senza fiatare… Però ecco, occhio ad avere la certezza di vivere in un paese libero, secondo me i paesi liberi ormai non esistono più, esistono semplicemente quelli più capaci di fartelo credere e nella maggior parte dei casi questi equivale più o meno a libertà perché tanto è raro che persone come noi finiscano nel mirino del governo.

  • francescodimitri

    Giorgio, non hai torto, ma avrei due risposte. La prima è: occhio a come i media italiani dipingono la situazione UK. C’è una certa tendenza a far passare alcune cose di un certo tipo in… tutt’altro modo. Qui abbiamo a che fare con una diversità di culture ed etnie (compresi noi Italiani) che in Italia è del tutto impensabile, anche in un posto come Milano. E perchè la situazione non esploda, occorre starci attenti. Non puoi dire ‘non è un problema’, perchè _è_ un problema. Non nel senso che è una cosa brutta, tutt’altro; è un problema nel senso pratico della parola, nel senso di ‘cosa da gestire’. Se la gestisci bene, la diversità è una cosa splendida. Se la gestisci male la città va a fuoco, checchè ne possano dire intellettualini che vivono lontani anni luce dalle cose di cui parlano. Il problema è: come si fa a gestirla ‘bene’? Ah, saperlo.
    Però i media italiani tendono a prendere un certo tipo di iniziative (che a volte, certo, scadono nella paranoia o addirittura in derive autoritarie) e ‘trasferirle’ sull’Italia senza dare il contesto, facendo apparire la situazione molto peggiore di quello che sia. Non ti dicono che a Londra ci sono scuole gratuite di inglese (e di matematica, e cos’altro) per gli immigrati; non ti dicono che ci sono incontri di networking e addirittura business coach _gratuiti_ per chi vuole aprirsi un piccolo business (tipo, un negozio di kebab); non ti dicono che ci sono centri più o meno attrezzati in tutti i borough con un alto tasso di immigrati; non ti spiegano quanto è facile iscriverti al NHS, o avere la pillola; eccetera.
    Poi, certo, questo non significa che gli UK siano bengodi. Tutt’altro: abbiamo problemi grossi come coccodrilli e il rischio autoritario è, senza dubbio, tra questi. In questo periodo il rischio autoritario è presente dappertutto, anche in un Paese storicamente fiero della sua libertà di parola come gli USA. Ma c’è una grossa differenza tra un posto in cui comunque si alzano scudi di difesa contro questo rischio, e uno in cui una classe pseudo-intellettuale difende rockstar in un processo contro un pugno di tizi con un wiki. C’è una differenza tra un posto in cui un organo come la SIAE può decidere di farti pagare per fare pubblicità e uno in cui, beh, non può.
    Il problema dell’Italia, secondo me, è che le misure correttive sono andate a puttane, e la deriva autoritaria è già avvenuta, nell’immaginario prima ancora che nelle leggi…

  • davide

    E Ryan Air si sfrega le mani.

  • TheBlackMonk

    “C’è una differenza tra un posto in cui un organo come la SIAE può decidere di farti pagare per fare pubblicità e uno in cui, beh,” …non esiste la SIAE.

    Il problema, in Italia, non sono le regole, ma chi le fa, chi le esegue e chi le deve far rispettare…

    • Ema

      @theBlackMonk: perfettamente d’accordo. Fino ad ora, il problema atavico dell’Italia o meglio dell’italica penisola è sempre stato questo. Da qualche anno a questa parte, però, il problema cominciano ad essere anche le regole “nuove”.
      Bravo Fra’ comunque. Ma voi sapete se la cosa dei trailer è pure retroattiva? io mi sa che ho qualcosa sparsa in due anni di blogging… ma forse con 20 visite al giorno non costituisco una preda succosa 🙂

  • me stes

    come retroattiva? mi sembra molto difficile. ci sarebbe veramente da fare ricorso contro una multa retroattiva: viola i principi alla base della struttura del nostro ordinamento giuridico. ma secondo me lo sanno benissimo e hanno solo la faccia come al culo: ce stanno a prova’. mortacci loro. veramente. fanno schifo nel profondo.

  • Giovanna

    ‘fanculo 😀

  • friendster

    I really like looking through a post that will make people think.
    Also, thanks for allowing me to comment!

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