Are you at the Cutting Edge?

With Mario Alberti, of course.

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Cutting Edge

Art by the amazing Mario Alberti.

Script by me.

First book out on April 2013, with Editions Delcourt. In French. 

And this is only the beginning. Get ready: it’s going to be quite an interesting year.

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Dispacci

Prima o poi ritornerò a postare. Nel frattempo, qualche piccolo dispaccio ogni tanto.

Oggi vi racconto uno dei motivi della mia assenza. In poche parole, sto organizzando il mio handfasting.

Se non sapete cos’è, beh, è un matrimononio con rituale pagano. Quest’estate io e Paola celebreremo una cerimonia con amici inglesi e italiani, annaffiata da vino e benedetta (si spera) da divinità varie. Il tutto, rituale e festa, da qualche parte in un grande campo nel Somerset, all’ombra della Glastonbury Tor.

Ora, tra inviti a parenti, amici e divinità, e la necessità (la voglia) di far stare bene tutti, potete immaginare che il tempo sia poco. E stai atttento che Eris non lanci mele d’oro sulla folla; e bada che Pan sia ubriaco tutto il tempo; e occhio che se Afrodite vede cose che non le garbano son guai; e bada a congiunti e amici, in due lingue diverse. E controlla che il gigantesco maiale che rosolerà sul fuoco durante la festa sia grande davvero; e controlla che ci siano cibi da far contenti gli amici vegetariani; e recupera gli inviti (argh) che avevi dimenticato di mandare. Insomma, ci siamo capiti.

E nel frattempo ho scritto un nuovo romanzo – in Inglese, il primo che faccio in una lingua diversa dall’Italiano. L’ho finito in una settimana di completo isolamento in mezzo a polli, pecore e cavalli. Un ambiente che mi piace.

Presto inizierò a tempestarvi (circa; sapete che non tempesto mai granchè) di notizie e altro sull’Età Sottile. Nel frattempo mi piaceva condividere questa cosa con voi…


L’Età Sottile

Una temporanea quarta di copertina per voi…

Quando Gregorio incontra Levi per la prima volta ha quattordici anni e l’infanzia gli sta scivolando di dosso come l’acqua del mare del piccolo paese del Sud dove va in vacanza. Due anni dopo Levi torna a cercarlo, con una proposta apparentemente assurda: studiare la magia e diventare il suo apprendista. Perché Levi è un mago – non un mago da baraccone ed effetti speciali, ma un mago che può manipolare il destino degli altri, cambiare loro la vita, acquisire un potere occulto e inimmaginabile. Se Gregorio accetta, dovrà nascondere a chiunque la sua nuova vita; dovrà tacere e mentire alla famiglia e agli amici di un tempo; dovrà entrare in un mondo dove la parola è azione, e le azioni sono al di sopra di ogni giudizio. Un mondo di cambiamento costante, di pericoli mortali, di tradimento e di amicizia.


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Una luce brilla in cielo
Tutta sola, tutta sola
Sulla Terra è sceso un velo
Di dolore, di dolore.

Una voce trema e muore
Tutta sola, tutta sola
Inghiottita dal rumore
Dell’acciaio e del vapore.

Sopra venti di bufera
Viaggia la magia più nera
Porta morte, la tempesta
Rossa, porpora e funesta.

Tu la vedi, tutta intorno,
È l’alba dell’Ultimo Giorno.
Nelle ombre sta nascendo
Un esercito tremendo.

La città è pronta a cadere
La città è pronta a bruciare
La città è pronta a tacere
A ubriacarsi per scordare.

Alzi gli occhi in alto e vedi
Che si è rotto il Cielo e sai
Che stavolta tu ci credi:
Non l’avresti detto mai.

Ecco esplode il mondo intero
In spirali di colore
Quando ogni cosa muore
E la vita volge al nero.

Una guerra è cominciata
Una guerra finirà.
La tua Carne è già segnata
Il Sogno ti travolgerà.

Nell’Incanto cerchi luce
Dal clamore cerchi pace.
Ma stavolta siamo tutti
Prigionieri degli Aspetti.


Calderoni Ribollenti

Lungo periodo di assenza dal blog. Di solito è buon segno: vuol dire che sto lavorando a molte cose interessanti. Interessanti per me, almeno.

Lavorando, ma anche vivendo. E’ un periodo pieno di novità. Io e Paola abbiamo traslocato in una nuova casa, in una zona di Londra che sembra un villaggio e si chiama Blackheath – la Brughiera Nera. Con un grande giardino, finalmente. Comprare casa (e renderla vivibile) è un’impresa piuttosto consistente, specie se nel frattempo stai scrivendo un bel mucchio di cose diverse.

Cose che in parte vedrete prossimamente, in parte… tra un po’. E’ ufficiale l’uscita del nuovo romanzo, con ogni probabilità ai primi di settembre. L’editore è Salani, e sono molto contento di essere ancora con loro. Hanno una struttura di publishing formidabile, e credo che le cose che stiamo preparando per il libro vi piaceranno molto. Aspettatevi qualcosa di molto diverso dalle cose che ho scritto finora. Sto dando la caccia a un certo tipo di fantastico, e vedremo quanto vicino, stavolta, sono arrivato alla preda.

Il fumetto per Delcourt non ha ancora una data d’uscita precisa. Soprattutto non è ancora chiaro se e quando ne uscirà un’edizione italiana. Sono fiducioso che accadrà, quindi non c’è bisogno di mettersi a studiare francese, se volete leggerlo. Ma pazientate.

Su entrambi i progetti posso dire molto poco: sono diversi come il Sole e la Luna. Tutti e due fortemente character-driven. Hanno temi diversi, personaggi diversi, ambientazioni diverse e un diverso ritmo; ma spero che si noti che vengono dalla stessa mano.

Sto anche preparando un breve articolo (sulle 5,000 parole) su Taranta e Voudoun, per Abraxas, una bellissima rivista inglese che mostra quanto sia bello parlare di arte e magia. Questo vedrà la luce in tarda primavera, se tutto va bene.

Poi c’è un nuovo libro che sta iniziando a nascere – ma è troppo presto anche solo per fare cenni. Mi sta divertendo molto e tanto basta.

Mi spiace che tutto questo mi porti a stare lontano dal blog e da Internet in genere. Ma dopo aver scritto tutto il giorno, non mi resta libido sufficiente a dedicarmi a un post: Twitter, che è diventato una mia droga, è il massimo che riesca a reggere. Facebook mi ha un po’ annoiato, anche se è sempre ottimo per tenere contatti.

Mi rendo conto, poi, di avere una certa stanchezza nei confronti dei blog in genere. Ne ho uno, in una forma o nell’altra, dal 2004, ed è un lungo, lungo periodo. Ai tempi avere un blog era una cosa, se non originale, almeno piuttosto nuova: mi divertiva, mi faceva sentire di avere un canale di comunicazione immediato. Adesso ho varie miglia in più sotto le scarpe, e se i canali di comunicazione ormai non mancano, il problema è diventato cosa metterci, su quei canali. Misuro le mie parole molto più di un tempo; non perchè abbia paura dei loro effetti, ma perchè mi rendo conto che le parole interessanti sono poche. Le altre sono rumore, e non mi piace fare rumore (beh, se non sto pogando da qualche parte, ovviamente).

Non voglio dire che i blog siano una brutta cosa. Tutt’altro. Hanno permesso un’esplosione della possibilità di esprimersi, di parlare, e di incontrarsi. E’ solo che tendo a limare più di un tempo le mie storie e le mie idee, e credo che il lavoro di lima vada fatto sottoterra, di nascosto. Credo sia un lavoro dell’inconscio, un lavoro che avviene nelle fosse oceaniche della nostra mente. Lontano dal rumore.

Detto questo, mi piacerebbe postare un po’ più spesso. Mi piacerebbe raccontarvi perchè credo che The Night Circus sia una delle più grandi opere fantastiche uscite di recente; mi piacerebbe dirvi perchè preferisco Superman a Batman; mi piacerebbe fare due risate sul nerd-chic, che qui a Londra, e a quanto mi pare di capire anche in Italia, è ormai un fiume in piena; mi piacerebbe difendere a spada tratta l’ultima stagione del Dr Who. Però mi piacerebbe anche giocare a Skyrim, e ancora non ne ho avuto il tempo – vi rendete conto?

Insomma, i calderoni qui ribollono. Cercherò di allontanarmene un po’ di più, di quando in quando, per fare due chiacchiere.

E spero che le pozioni che sto preparando, alla fine, siano magiche davvero.


Faccio fumetti

Lungo periodo di assenza dal blog – ma di solito è segnale positivo: vuol dire che molte cose bollono in pentola.

Una è cotta abbastanza da poterne parlare: ho firmato un contratto con Delcourt (chi legge fumetti sa cosa significa; chi non lo fa… perchè non lo fa?). Sarà una serie semestrale di volumi di 46 pagine nello splendido formato francese. Con completa libertà creativa, grande spettacolarità, e… e vedrete cos’altro.

La serie è nata da mesi di continuo rimbalzo con un maestro italiano del fumetto, Mario Alberti. Ci siamo conosciuti su Facebook (sì: queste cose succedono davvero) e abbiamo iniziato a cazzeggiare via mail. Dicevamo che magari, un giorno, chissà, avremmo potuto fare qualcosa insieme. Poi è nata l’idea della serie e quel ‘magari’ è diventato ‘dai, dai, figo, facciamo’.

Abbiamo fatto crescere la storia in un palleggio di mail che, fosse stato cartaceo, avrebbe raso al suolo mezza Amazzonia (fortuna che siamo due ambientalisti convinti). E poi, beh, poi abbiamo iniziato a far girare un corposo dossier.

Due settimane dopo in Delcourt ci hanno detto ‘lo vogliamo’.

Ho passato la scorsa settimana chiuso in studio con Mario a scrivere, disegnare (beh: veder disegnare…), complottare, pianificare e cazzariare. Ho imparato di più in questi giorni che nell’ultimo anno: scrivere fumetti a livello professionale è un’esperienza nuova, e sono stato tanto fortunato da trovare un amico disposto a insegnarmi le basi del mestiere. Non è per niente scontato.

Se qualcuno si stesse chiedendo se io so scrivere in francese… no, non so farlo: lo leggo e basta. Scrivo le sceneggiature in inglese, poi il prode editor (che è anche uno sceneggiatore di quelli bravi) le traduce in francese.

Se qualcuno si stesse chiedendo di cosa parla la serie… sorry, per ora non posso sbottonarmi. Posso dire che è strana, ma strana davvero, molto character-driven e molto avventurosa. Io alla scrittura e Mario ai disegni ci stiamo ingegnando per mettere insieme le due cose in un modo che, speriamo, dovrebbe essere piuttosto particolare. Stiamo cercando ‘to push the boundaries’, come dicono qui, in varie direzioni. Posso solo dire: vedrete.

Se qualcuno si stesse chiedendo se e quando arriva l’edizione italiana… forse, chissà.

Altre novità sono in arrivo sul fronte dei romanzi, ma ci sarà tempo per parlarne.

Per ora, brindo con f(i)umi di china.


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